Alberi morti per il caldo a Torino: 253 alberi in meno negli ultimi tre mesi

Torino registra 253 alberi morti per siccità, il Comune intensifica irrigazioni e modifica scelte di specie arboree.

Alberi morti per siccità a Torino, squadre con autobotti proteggono piante giovani, modifiche alle specie da piantare
Alberi morti per siccità a Torino, squadre con autobotti proteggono piante giovani, modifiche alle specie da piantare

Da inizio giugno a fine agosto 2026, Torino ha visto la morte di 253 alberi a causa della siccità estrema. L’estate arida ha messo a dura prova il patrimonio verde della città, con un numero record di alberi adulti che non hanno resistito alle condizioni climatiche estreme. Il Comune ha programmato o eseguito l’abbattimento di 60 alberi nel parco Europa e di altri in diverse aree verdi, con interventi che proseguiranno entro ottobre. La siccità ha colpito soprattutto gli alberi adulti, i cui sistemi radicolari, sebbene sviluppati, non hanno più potuto raggiungere l’acqua necessaria a causa del calo delle precipitazioni.

Intensificazione delle irrigazioni per proteggere le piante giovani

Per mitigare l’impatto della siccità, il Comune ha intensificato le irrigazioni, passando da due interventi al mese a una alla settimana. Dieci squadre con autobotti sono state impegnate per proteggere le 5000 piante più giovani, piantate negli ultimi cinque anni. L’assessore al Verde, Francesco Tresso, ha spiegato che l’operazione ha comportato un investimento superiore al doppio rispetto a quello abituale, con un costo di circa 150 mila euro da inizio primavera a fine luglio. L’obiettivo è garantire un’idratazione sufficiente alle nuove piante, che non hanno ancora sviluppato radici profonde in grado di attingere autonomamente all’acqua.

Il Comune ha inoltre sperimentato l’uso di sacche per l’irrigazione, dette «tree bag», che permettono un rilascio graduale dell’acqua alle radici. Questa soluzione, introdotta nel parco Rignon, consente alle squadre di intervenire su un numero maggiore di alberi, migliorando l’efficienza delle operazioni di irrigazione. Le tree bag sono un’innovazione che potrebbe diventare una pratica standard per il futuro.

Modifica delle specie arboree per il futuro climatico

Il Comune sta rivedendo le scelte per la messa a dimora delle nuove piante, evitando specie come i carpini, i faggi, buona parte degli aceri e delle querce, soprattutto in aree esposte al rischio di siccità. L’orientamento è invece orientato verso specie ritenute più adatte alle condizioni climatiche future, come gelsi, carpino nero, parrotia persiana e nocciolo di Costantinopoli. Tra le specie attualmente più diffuse in città, invece, tigli, platani, ippocastani e soprattutto celtis non stanno al momento manifestando particolari problemi. Queste indicazioni serviranno per valutare le future sostituzioni degli alberi.

La città, con un patrimonio di 165 mila alberi, ha finora mantenuto la quota di alberi morti sotto il 10 percento del totale. Tuttavia, l’assessore Tresso ha spiegato che quest’anno potrebbe essere superata questa soglia. Il Comune sta quindi valutando strategie a medio termine per proteggere il verde urbano, come l’uso di sacche per l’irrigazione e la modifica delle specie arboree. La siccità ha messo in evidenza la necessità di un piano di adattamento a lungo termine. Il Comune ha inoltre stanziato risorse per l’abbattimento di alberi morti, con interventi che si concentrano soprattutto nei parchi Europa e Dora. Altri interventi sono previsti in aree come Italia ’61, Millefonti, Meisino e Amiat. L’obiettivo è garantire la salute del patrimonio verde, anche in un contesto climatico sempre più estremo. La città, con un’attenzione crescente sulle specie più resistenti, cerca di trovare un equilibrio tra conservazione e innovazione nel verde urbano.