Turisti distruggono i “libri” dei bivacchi in alta quota: pagine preziose per i soccorritori
Turisti distruggono i “libri” dei bivacchi in alta quota: pagine preziose per i soccorritori

Nel cuore delle Dolomiti, un episodio inquietante ha scosso l’ambiente alpino: turisti hanno strappato i “libri” dei bivacchi, documenti preziosi per i soccorritori in caso di emergenza in alta quota. L’atto, mai registrato a memoria d’uomo in questa zona, ha suscitato indignazione e preoccupazione tra i membri del Club Alpino Italiano e i responsabili locali. L’episodio si è verificato nei giorni scorsi, in un contesto di crescente preoccupazione per il comportamento di alcuni visitatori in montagna.
Un atto vandalico che mette a rischio la sicurezza
I bivacchi, spesso utilizzati come luoghi di emergenza, contengono pagine di registro su cui i visitatori lasciano la loro firma. Questi registri, spiegano i soccorritori, sono fondamentali per identificare persone in difficoltà in un ambiente dove il segnale telefonico è spesso assente. «Sono pagine oltremodo preziose per noi soccorritori», sottolineano i membri del soccorso alpino. L’atto di distruzione non solo viola il rispetto per la natura, ma mette in pericolo la sicurezza di chi si trova in situazioni critiche. Il fenomeno ha interessato diversi bivacchi, tra cui il Musatti, il Fratelli Toso e il Voltolina, tutti situati in aree remote e difficili da raggiungere. «Non sappiamo più cosa fare», ha commentato Daniele Bortolozzi, presidente del Cai del Veneto. «Due anni fa la porta è rimasta aperta con l’entrata di animali», ha ricordato. Il Cai sta valutando misure per proteggere le strutture, tra cui l’eliminazione dell’arredamento interno.
Un’ordinanza per tutelare la montagna
Di recente, il Comune di Cortina ha introdotto un’ordinanza per vietare bivacchi, campeggi improvvisati e consumo di cibi e bevande in spazi non idonei. L’ordinanza mira a tutelare l’ambiente e a prevenire comportamenti dannosi. «L’uso di un abbigliamento contrario alla decenza in centro è anche vietato», ha precisato il Comune. L’azione del Comune è vista come un passo necessario per contrastare il fenomeno, ma non risolve il problema radicale di una cultura di rispetto per la montagna.
Il tema del turismo responsabile e della conservazione dei luoghi di emergenza resta cruciale. I bivacchi, pur essendo spartani, rappresentano un’infrastruttura vitale per la sicurezza in alta quota. L’incresciosa distruzione di registri e arredamento non solo danneggia le strutture, ma mina la fiducia dei visitatori e dei soccorritori. Il Cai e le autorità locali dovranno trovare soluzioni efficaci per proteggere questi spazi, senza compromettere l’accesso a chi ne ha davvero bisogno.
La distruzione dei registri mette a rischio la sicurezza in alta quota.
Il Cai valuta misure per proteggere i bivacchi.
