Mercati delle piazze a Padova: da 74 a 20 banchi, una crisi di accessibilità e di residenza
I mercati delle piazze a Padova sono calati da 74 a 20 banchi, con problemi di accessibilità e riduzione dei residenti.

Da 74 a 20 banchi: i mercati delle piazze a Padova, una delle caratteristiche storiche del centro cittadino, si sono ridotti drasticamente negli ultimi vent’anni. Il presidente di Ambulanti Fiva-Confcommercio Veneto, Ilario Sattin, conferma che i mercati non funzionano più come un tempo, o comunque lo fanno in modo limitato. La riduzione del numero di banchi, accompagnata da una diminuzione dei residenti, ha reso sempre più difficile l’accesso ai mercati, con conseguenze dirette sulle attività commerciali. Gli studenti universitari, le famiglie e gli anziani, in particolare, trovano maggiori ostacoli a raggiungere i mercati del centro, spesso a causa di modifiche alla viabilità e della mancanza di mezzi di trasporto adeguati.
Un passato ricco di tradizioni
Cristina Biollo, responsabile di uno dei banchi di frutta e verdura del mercato da quasi quarant’anni, racconta come la piazza delle Erbe fosse un punto di riferimento per la comunità. «Avevo 17 anni – dice – quando ho cominciato la mia attività in piazza delle Erbe. Ricordo, al tempo, circa 90 banchi, adesso rimaniamo solo in pochi». La riduzione del numero di banchi ha portato a postazioni vuote, costrette l’amministrazione a riorganizzare i mercati più volte, per evitare l’effetto groviera. La crisi non è solo numerica, ma anche di offerta: il centro ospita una grande maggioranza di stranieri, in ampia parte bengalesi e pakistani, che hanno influenzato il tipo di merce in vendita, riducendo la presenza di prodotti artigianali e locali.
La mancanza di accessibilità ha reso i mercati in forte crisi. La difficoltà per gli avventori di portarsi la spesa fino a casa ha reso i mercati di piazza della Frutta, delle Erbe e dei Signori mercati in forte crisi. «Va da sé che la sua scelta ricadrà su altre possibilità», spiega Sattin. La riduzione dei residenti e le modifiche alla viabilità hanno reso sempre più complesso raggiungere i mercati del centro, con un impatto diretto sulle attività commerciali.
Il turismo come sostegno
Nonostante le difficoltà, l’afflusso turistico rimane un elemento positivo per i commercianti. «C’è di buono che, nonostante le difficoltà, l’afflusso turistico continui ad essere abbastanza buono», spiega Biollo. Il turismo permette ai commercianti di mantenere una clientela fidelizzata, che ritorna a fare la spesa almeno una volta a settimana, e di attrarre persone che visitano Padova per la prima volta e si fermano al mercato alla ricerca di qualcosa di caratteristico. «La gente viene in piazza proprio perché trova il prodotto insolito», conclude Biollo, sottolineando il valore unico dei mercati locali.
La speranza è che i mercati riescano a evolversi. Ilario Sattin, presidente di Ambulanti Fiva-Confcommercio Veneto, riconosce che il sistema sta un po’ cambiando. «E se è vero che più un mercato è storico più resiste perché portatore di tradizioni settimanali per tantissime famiglie, la speranza è che i mercati delle piazze riescano a evolversi ancora una volta, accrescendo la loro clientela e continuando a dare un importante servizio tradizionale alla comunità», conclude. La speranza è che, con la fine dei lavori del tram, l’arrivo di più persone in centro possa aiutare a rilanciare i mercati delle piazze, un simbolo di identità e tradizione per la città.
