Ragazza disabile non riesce a salire sull’autobus, la madre denuncia sovraffollamento e mancanza di posti
Ragazza disabile non riesce a salire sull’autobus, la madre denuncia sovraffollamento e mancanza di posti

Una ragazza disabile è rimasta a piedi dopo che l’autobus non ha fermato per farla scendere, causando un momento di forte preoccupazione per la madre. L’episodio, avvenuto ieri mattina a Feltre in provincia di Belluno, ha scatenato una denuncia della donna, che ha sottolineato la mancanza di posti e la sovraffollazione dei mezzi. La madre, che preferisce mantenere l’anonimato, ha raccontato di aver atteso la figlia a Busche alle 12 e qualche minuto, ma non ha visto arrivare il bus. Lungo la strada, ha incrociato due corriere stipati, con ragazzi praticamente spiaccicati sui finestrini. La situazione, secondo la donna, non è nuova e riguarda un problema di accessibilità e organizzazione del trasporto scolastico.
Disagio per studenti con disabilità
La madre ha spiegato che la figlia, insieme ad altri ragazzi con disabilità, ha difficoltà a muoversi in autonomia e necessita di un servizio adeguato. «Insieme a mia figlia ci sono altri ragazzi con disabilità», ha detto. «Stamattina erano in tre e sono tornati nella casa dove fanno laboratorio, non sapendo come fare». La donna ha sottolineato che i ragazzi hanno gli abbonamenti e che il servizio deve adeguarsi alle loro esigenze. Non va bene. Anche per una questione di sicurezza. Se succede un incidente? La madre ha anche ricordato di aver già presentato reclami per questa situazione, ma non ha visto alcun miglioramento.
Problemi legati agli orari provvisori
Dolomitibus, l’azienda che gestisce i trasporti, ha spiegato che il problema è legato alla fase iniziale dell’anno scolastico. «Molti istituti adottano un orario provvisorio con uscite anticipate rispetto all’orario definitivo», ha detto l’azienda. Il servizio scolastico, invece, viene programmato sulla base degli orari ordinari, con ingresso alle 8 e uscita alle 13. Questo ha causato un flusso concentrato di studenti, soprattutto nella fascia delle 12. «Alcuni studenti potrebbero non essere riusciti a salire sui mezzi in partenza nella fascia delle ore 12, dovendo attendere le corse programmate per l’orario ordinario delle 13», ha precisato Dolomitibus. L’azienda ha anche ricordato di aver avvisato preventivamente scuole ed enti competenti.
La madre ha espresso preoccupazione per la sicurezza. Non va bene. Anche per una questione di sicurezza. Se succede un incidente? La donna ha anche raccontato che la figlia, E., si è messa a piangere dopo l’episodio. «E., che è una ragazza fragile, si è messa a piangere», ha detto. Al suo fianco, un ragazzo ha raccontato di aver provato a salire ma di essere stato chiuso fuori. «Ho fatto in tempo proprio per un attimo prima che la porta si chiudesse», ha detto il ragazzo. La madre ha sottolineato che gli autisti dovrebbero riconoscere le esigenze del gruppo, che si muove in modo particolare e che è stato visto da mesi.
Un altro episodio simile è stato raccontato da una studentessa del liceo Dal Piaz. «La corriera che prendo abitualmente per andare a scuola, proprio nel primo giorno, non si è fermata in ospedale per farci scendere. Si è fermata in stazione», ha detto. La ragazza ha visto il piazzale dell’ospedale invaso di corriere e studenti e ha ipotizzato che l’autista non abbia riuscito a farli scendere. Il risultato è stato un ritardo proprio nel primo giorno di scuola.
La situazione, secondo la madre, non è nuova. «I disagi li avevo avuti già quando mia figlia andava a scuola e avevo fatto i reclami. Da Dolomitibus mi avevano risposto che a settembre non possono mettere ulteriori corriere. È passato qualche anno: siamo nella stessa identica situazione», ha detto. La donna ha chiesto un adeguamento del servizio e una maggiore attenzione alle esigenze dei ragazzi con disabilità. Ci sono anche dei ragazzi con disabilità, bisogna tendere una mano. Anche E. e gli altri sono lì tutti i giorni, non sono l’eccezione della linea scolastica. Dategli un servizio.
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