Metal detector in scuola a Roma: misura di prevenzione dopo minacce di sparatoria

Controlli con metal detector a scuola a Roma per prevenire sparatoria dopo minacce anonime.

Il metal detector è entrato per la prima volta nelle mure di un liceo romano, a seguito di minacce anonime di sparatoria. I controlli sono stati effettuati all’esterno e agli ingressi del Liceo Edoardo Amaldi, nel quartiere Torre Gaia, nella mattina del 1 ottobre 2026. L’azione, disposta in collaborazione con la Questura di Roma e il prefetto Lamberto Giannini, è stata volta a prevenire un potenziale episodio di violenza, in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza degli istituti scolastici.

La decisione di introdurre i controlli è stata presa in seguito a segnalazioni di minacce anonime diffuse su una pagina Instagram del liceo. La dirigente scolastica ha ritenuto fondamentale agire con misure di prevenzione, soprattutto dopo l’aggressione a una professoressa a Roma, avvenuta lo scorso 18 settembre. Durante le ore di lezione, un ragazzo di 13 anni aveva ferito con tre coltellate la docente, per poi spruzzarle dello spray urticante. L’episodio ha suscitato preoccupazioni e ha spinto le autorità a valutare misure di sicurezza aggiuntive.

La direttiva ministeriale e i controlli

La misura è stata applicata per la prima volta nella Capitale dopo la direttiva congiunta varata nel gennaio 2026 dal Ministro dell’Interno e dal Ministro dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo del governo è di contrastare i fenomeni di violenza negli istituti scolastici, promuovendo spazi educativi sicuri. La direttiva prevede controlli mirati e, su richiesta specifica, l’uso di metal detector per prevenire episodi di bullismo, spaccio di droga e presenza di armi nelle scuole.

Stando a quanto riferito dalla Questura, «i controlli hanno permesso di escludere il rischio segnalato e di garantire il normale ingresso nelle due sedi». I militari del VI Distretto di Polizia di Stato Casilino, con il coinvolgimento degli equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, hanno effettuato i controlli in un clima di collaborazione con studenti e professori. Non è stato riscontrato alcun oggetto di metallo che potesse portare a situazioni di pericolo.

Reazioni e dibattito

La decisione di introdurre i metal detector ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre la dirigente scolastica ha visto nella misura un’azione di prevenzione necessaria, alcuni esponenti della Rete degli Studenti Medi del Lazio hanno espresso preoccupazione. La scuola deve essere un luogo di formazione, non una caserma. «Pensare che la risposta a questi problemi possa essere la presenza della polizia e l’introduzione di metal detector nelle scuole è semplicistico», ha spiegato Simone Montori, coordinatore della Rete. Non è la strada corretta. Nonostante le critiche, i controlli sono rimasti un’azione di prevenzione, in un contesto in cui la violenza in ambito scolastico rappresenta un tema di crescente attenzione. La misura, sebbene non risolva i problemi di fondo, rappresenta un passo concreto per garantire la sicurezza degli studenti e dei docenti.