Prevenzione suicidi: aumento tra adolescenti, attenzione ai segnali di allarme
Aumentano i tentativi di suicidio tra adolescenti, attenzione ai segnali di allarme. Dati e consigli per prevenire.

La direttrice dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, Michela Gatta, ha sottolineato l’aumento dei tentativi di suicidio tra adolescenti e giovani, invitando genitori, docenti e amici a osservare con attenzione i segnali di allarme. La Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, celebrata il 10 settembre 2026, ha visto un incremento del 24% delle richieste di aiuto a Telefono Amico Italia rispetto al 2025, con un focus particolare sui giovani tra i 19 e i 35 anni. I dati evidenziano una crescente preoccupazione per la salute mentale dei più giovani, con un aumento del rischio di autolesione e tentativi di suicidio, spesso legati a pressioni sociali, bullismo e mancanza di supporto.
Segnali di allarme e fattori di rischio
La paura del fallimento scolastico o sociale, l’esposizione a modelli ideali sui social media, il bullismo e l’assenza di contesti in cui poter fallire senza sentirsi privi di valore sono i principali fattori di rischio per i giovani. Gli adolescenti, pur presentando un numero inferiore di tentativi, spesso scelgono metodi più letali e violenti. I segnali di allarme possono essere sfumati ma persistenti: modifiche nei ritmi sonno-veglia, abbandono di passioni o sport, vestiti con maniche lunghe anche in estate, isolamento sociale e un linguaggio che si fa cinico o incentrato sull’inutilità dell’esistenza. Questi cambiamenti, se non riconosciuti, possono portare a situazioni di grave rischio.
La gestione domestica delle crisi non basta sempre. Quando la gestione casalinga non è sufficiente, è indispensabile rivolgersi a strutture specializzate o al Pronto Soccorso. I genitori devono imparare a riconoscere i segnali premonitori di nuove crisi e mantenere una comunicazione aperta, senza colpevolizzazioni, accompagnando il figlio nelle terapie.
Il ruolo degli adulti e dei docenti
La prevenzione del suicidio richiede un impegno congiunto tra famiglia, scuola e servizi sanitari. I genitori devono evitare di colpevolizzare i figli e mantenere una comunicazione aperta, mentre i docenti, con il loro ruolo di osservatori quotidiani, possono giocare un ruolo cruciale nel riconoscere i primi segnali di disagio. L’ascolto riservato e la collaborazione con esperti sono fondamentali per intervenire tempestivamente. Un adolescente che confida a un amico l’intenzione di farsi del male deve essere accompagnato da un adulto di fiducia. Tenere il segreto può mettere a rischio la vita. Michela Gatta ha sottolineato che rompere il silenzio non è un tradimento, ma un gesto di lealtà e responsabilità. Chiedere aiuto a un adulto non è una colpa, ma un atto di salvataggio.
Per i genitori, è importante evitare reazioni d’ansia o rabbia e mostrare disponibilità senza invadenza. La prevenzione richiede una rete di supporto che coinvolga famiglia, scuola e servizi sanitari, con interventi sistematici su più livelli, come l’educazione emotiva e la formazione di docenti e genitori. Per contrastare il fenomeno, è necessario un impegno istituzionale che includa l’educazione ai sani stili di vita, la formazione di psicologi a scuola, la riduzione delle liste d’attesa per la Neuropsichiatria infantile e l’incremento dei posti in comunità terapeutiche. È fondamentale evitare narrazioni sensazionalistiche o romantiche sui suicidi, ma parlare del tema in modo serio e responsabile, senza alimentare lo stigma.
