Case di riposo in crisi: operatori scarsi, si cercano stranieri. La situazione a Treviso

Crisi operatori in case di riposo: ricerca personale all’estero. Situazione drammatica a Treviso.

Operatori sociosanitari in cerca di lavoro in case di riposo, situazione drammatica a Treviso
Operatori sociosanitari in cerca di lavoro in case di riposo, situazione drammatica a Treviso

Le case di riposo in provincia di Treviso si trovano in una situazione di grave criticità, con un calo drastico del numero di operatori sociosanitari. Dopo quattro concorsi svolti tra dicembre e giugno, nelle graduatorie di Enea, l’ex Israa, l’istituto dei centri servizi per anziani di Treviso, sono rimasti solo tre candidati. Il direttore Giorgio Pavan ha espresso preoccupazione, sottolineando che si è scesi da 40 a 3 in graduatoria. La situazione, secondo Pavan, è diventata un “precipizio” e richiede una soluzione immediata.

La ricerca di personale all’estero

Per rispondere alla mancanza di operatori, Enea ha già iniziato a cercare nuove figure in paesi come Santo Domingo e Brasile. «Stiamo lavorando per farne arrivare da Santo Domingo e dal Brasile – ha spiegato Pavan – nella situazione attuale è fondamentale guardare all’estero». Tuttavia, il problema non si limita al reclutamento: a Treviso c’è un problema enorme, ovvero la mancanza di abitazioni dove ospitare i nuovi operatori. «Non si può pensare di accogliere persone dall’altra parte del mondo senza offrire anche una sistemazione – ha aggiunto Pavan – qui mancano le case dove poterli ospitare».

La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che, su 75 infermieri in servizio nelle strutture di Enea, quasi il 90% è straniero. L’Ipab ha già iniziato a far arrivare operatori anche dall’Argentina. Inoltre, ci sono circa 560 operatori sociosanitari, con una rotazione che viaggia al ritmo di 50 cambi all’anno. Molti di loro scelgono di entrare negli ospedali dell’Usl, motivo per cui l’azienda sanitaria ha rallentato l’assunzione di operatori per scongiurare il rischio di far saltare gli equilibri all’interno delle case di riposo della Marca.

Le rette e la situazione finanziaria

Le rette per i posti in casa di riposo, in provincia di Treviso, sono in media sui 94 euro al giorno per un posto in doppia, con picchi che raggiungono i 117 euro al giorno. Questo significa un costo mensile che va da 2.850 a 3.560 euro. Per chi riesce ad entrare con l’impegnativa, le rette sono più contenute, ma variano comunque da 59 a 67 euro al giorno. Inoltre, bisogna considerare costi accessori come lavanderia, parrucchiere, pedicure e trasporti per le visite in ospedale.

La situazione è drammatica non solo per i familiari, ma anche per l’intero sistema sanitario. Le stime degli addetti ai lavori indicano che nelle case di riposo della Marca mancano complessivamente 1.750 lavoratori, tra infermieri e operatori sociosanitari. Il calo dei giovani e l’invecchiamento della popolazione aggravano ulteriormente la situazione. Per ogni giovane ci sono 2 anziani, ma da qui al 2035 per ogni giovane ce ne saranno 3 di anziani. Per cercare di mitigare l’emergenza, Enea ha deciso di assumere 15 operatori ausiliari, cioè personale senza formazione e con compiti sociosanitari. «Per non rischiare di abbassare gli standard di qualità per quanto riguarda l’assistenza – ha spiegato Pavan – il personale ausiliario non interviene sugli anziani, ma con la loro attività, ad esempio nella preparazione degli ambienti, danno indirettamente una mano agli stessi operatori sociosanitari, consentendo loro di concentrarsi maggiormente sugli anziani».

La petizione lanciata dai familiari di Enea chiede la riduzione delle rette, il taglio dei tempi di attesa e il via libera ad almeno 4.784 nuove impegnative di residenzialità. La situazione, pur drammatica, non sembra mostrare segni di miglioramento, e la ricerca di soluzioni si fa sempre più urgente. La crisi dei posti in casa di riposo non è solo un problema locale, ma un segnale di una sfida più ampia per il sistema sanitario italiano.