Firenze, minacce al pm antimafia De Gregorio, scorta potenziata dopo ritrovamento ritaglio giornale

Minacce al pm De Gregorio a Firenze, scorta potenziata dopo ritrovamento ritaglio giornale. Coincidenza con testimonianza del boss Graviano.

Magistrato a Firenze riceve ritaglio giornale, scorta potenziata. Boss Graviano pronto a testimoniare
Magistrato a Firenze riceve ritaglio giornale, scorta potenziata. Boss Graviano pronto a testimoniare

Firenze, 19 agosto 2026 – Il pm antimafia Leopoldo De Gregorio ha visto potenziata la sua scorta dopo il ritrovamento di un ritaglio di giornale nella sua cassetta delle lettere. L’episodio, che ha suscitato allarme, è avvenuto poche settimane fa e ha portato all’attivazione immediata di squadre investigative. Il ritaglio, estratto da La Nazione, riguarda le stragi del 1993 e le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, un tema centrale per le indagini del pm. Non sono stati trovati messaggi scritti o minacce esplicite, ma la consegna del ritaglio nella sfera privata del magistrato ha scatenato preoccupazioni. Squadre della Squadra Mobile e della Digos di Firenze stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e stanno effettuando rilevamenti scientifici alla ricerca di impronte digitali, senza escludere alcuna pista.

Le inchieste sulle stragi mafiose e il ruolo del pm De Gregorio

La situazione si fa sempre più complessa con l’approfondimento delle inchieste sulle stragi mafiose del 1993 e sui loro presunti mandanti occulti. Il pm De Gregorio, affiancato dal collega Lorenzo Gestri, sostiene l’accusa nel delicato processo a Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna legato ai boss Graviano, imputato per calunnia ai danni del giornalista Massimo Giletti e per favoreggiamento personale con l’aggravante della finalità mafiosa. In passato, il magistrato si era già occupato dei filoni di indagine sui mandanti occulti delle bombe di mafia, tra cui l’attentato di via dei Georgofili a Firenze, sui cui dettagli fu fondamentale proprio il contributo di Spatuzza.

Il ritrovamento del ritaglio di giornale ha messo in evidenza la sensibilità del pm nei confronti di temi legati alle stragi del 1993, un periodo cruciale per la storia della mafia in Italia. La sua attività investigativa ha sempre posto al centro la ricerca di verità e trasparenza, anche quando si tratta di fatti che potrebbero mettere in discussione interessi potenti. La scorta potenziata rappresenta un ulteriore passo per garantire la sua sicurezza in un contesto in cui le indagini continuano a suscitare tensioni.

Il boss Graviano e la sua volontà di testimoniare

Un’altra figura chiave nel contesto è il boss Giuseppe Graviano, che ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati di Caltanissetta nell’ambito del procedimento relativo ai massacri del 1992 che vede coinvolto Marcello Dell’Utri. Graviano è stato condannato all’ergastolo per l’attentato terroristico-mafioso del 27 maggio 1993 a Firenze, che causò 5 vittime e decine di feriti. Lui ha sempre dichiarato la sua estraneità alla strage. Secondo quanto ricostruito sul Fatto Quotidiano, il boss intende «ripetere quanto già dichiarato a Reggio Calabria», offrendosi di precisare ulteriori aspetti storici ed economici.

La mossa del capomafia arriva in una fase decisiva: mentre a Firenze l’inchiesta su Dell’Utri per le stragi del ’93 è stata archiviata, a Caltanissetta la posizione dell’ex senatore per gli attentati siciliani del ’92 è ancora al vaglio del Gip dopo la richiesta di archiviazione della Procura. A tale richiesta si è opposto Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, chiedendo al giudice un incidente probatorio per interrogare Graviano in aula nel contraddittorio tra le parti; una linea da cui si sono invece discostati i legali dei figli di Paolo Borsellino, concordi con la Procura. La difesa di Dell’Utri esclude da parte sua qualsiasi “messaggio criptato” da parte del boss, sottolineando l’importanza che la ricostruzione dei fatti rimanga trasparente per l’opinione pubblica.