La lettura in crisi: come educare a leggere lentamente e con impegno

La lettura in crisi: come educare a leggere lentamente e con impegno

Ragazzi leggono poco e frettolosamente, ma la scuola potrebbe aiutare a cambiare le abitudini
Ragazzi leggono poco e frettolosamente, ma la scuola potrebbe aiutare a cambiare le abitudini

La capacità di lettura dei quindicenni nei Paesi OCSE è calata di 28 punti rispetto al 2015, un calo stimato equivalente a circa un anno e mezzo di apprendimento. Questo dato, emerso dai risultati di PISA 2025, segnala un declino preoccupante, che non riguarda solo le classifiche, ma anche il modo in cui si legge. Il peggioramento è più marcato quando i testi si allungano, con una riduzione della quota di lettori che leggono in modo accurato e fluente e un aumento dei «lettori frettolosi», passati dal 6,6% al 2018 all’11,4% nel 2025. La scuola, come luogo di formazione, potrebbe giocare un ruolo cruciale nel riconquistare la capacità di leggere lentamente e con impegno.

La mediazione come chiave per la lettura

La ricerca sottolinea che la lettura ha bisogno di mediazione, non solo nella selezione dei testi, ma anche nel contesto in cui si svolge. L’incontro con chi legge, consiglia e propone libri inattesi può cambiare una biografia. La scuola, attraverso l’insegnamento, deve offrire spazi, tempo e occasioni per leggere, non solo prescrivere autori o opere. La mediazione non si limita alla scelta dei libri, ma include l’esperienza di leggere ad alta voce, la conversazione intorno ai testi e la creazione di relazioni tra letture diverse.

La scuola non deve solo insegnare a leggere, ma anche a farlo con impegno.

Le nuove Indicazioni nazionali, pur basate su una ricca ricerca, rappresentano un’occasione persa. Il governo ha scelto di concentrarsi sulla tradizione e sull’identità, senza mettere al centro la didattica e le condizioni per una lettura profonda. Anziché preoccuparsi del primato dell’Occidente nella storia o dell’Italia nelle classifiche, il ministero potrebbe occuparsi di come si diventa lettori. Se l’ambiente in cui viviamo rende difficile la lettura prolungata, la scuola pubblica dovrebbe garantire ciò che fuori dalla scuola è distribuito in modo diseguale: libri, tempo, spazi, occasioni e persone con cui leggere.

Un’alternativa alla lettura frettolosa

Le ragazze e i ragazzi leggono, ma spesso «leggono a caso», preferendo fantasy e young adult a testi «veramente importanti». Questo fenomeno non è un’eccezione, ma una tendenza diffusa. La scuola potrebbe aiutare a orientare le scelte, offrendo una «mappa» di ciò che merita di essere letto. La mediazione, come suggerisce Claudio Giunta, non si limita alla selezione dei libri, ma include l’esperienza di leggere con altri, di condividere e di confrontare. La lettura non è solo un’abilità, ma un’esperienza che richiede tempo, attenzione e relazioni.

La lettura non è solo un’abilità, ma un’esperienza che richiede tempo e relazioni.

La trasformazione dell’ambiente mediale, con dispositivi costruiti intorno alla successione rapida di testi, immagini e video, ha reso più difficile la lettura prolungata. Tuttavia, non è inutile contrapporre questa realtà alla lettura su carta. Più rara diventa l’esperienza di seguire un testo a lungo, lasciandolo determinare il ritmo della nostra attenzione. La scuola, con le sue pratiche e i suoi spazi, potrebbe riconquistare questa capacità, offrendo un’alternativa alla lettura frettolosa e alla solitudine digitale.

  • La capacità di lettura dei quindicenni OCSE è calata di 28 punti.
  • La scuola potrebbe giocare un ruolo cruciale nel riconquistare la lettura profonda.
  • La mediazione non si limita alla selezione dei libri, ma include l’esperienza di leggere con altri.

La lettura non è solo un’abilità, ma un’esperienza che richiede tempo, attenzione e relazioni. La scuola, con le sue pratiche e i suoi spazi, potrebbe riconquistare questa capacità, offrendo un’alternativa alla lettura frettolosa e alla solitudine digitale. La mediazione, come suggerisce Claudio Giunta, non si limita alla selezione dei libri, ma include l’esperienza di leggere con altri, di condividere e di confrontare. La scuola, con le sue pratiche e i suoi spazi, potrebbe riconquistare questa capacità, offrendo un’alternativa alla lettura frettolosa e alla solitudine digitale.