Bambini di Zaporizhzhia studiano sotto terra e giocano a calcio in superficie

Bambini di Zaporizhzhia studiano in gallerie sotterranee e giocano a calcio in superficie, un simbolo di resistenza e normalità.

Bambini di Zaporizhzhia studiano in gallerie sotterranee e giocano a calcio in superficie, un simbolo di resistenza e normalità
Bambini di Zaporizhzhia studiano in gallerie sotterranee e giocano a calcio in superficie, un simbolo di resistenza e normalità

Nei giorni scorsi, Andriy Shevchenko, presidente della Federcalcio ucraina, ha visitato la scuola sotterranea Gymnasium numero 76 a Zaporizhzhia, una città del sud-est ucraino esposta agli attacchi russi. Lì, i bambini studiano in gallerie protette e, dopo le lezioni, risalgono in superficie per giocare a calcio. Sette metri separano una lezione da un allenamento, il cemento armato dal cielo, la guerra da un tentativo di normalità. La scuola, situata a circa sette metri sotto terra, è progettata per permettere lezioni in presenza anche durante gli allarmi aerei. Il primo settembre ha aperto le porte agli studenti e ai ragazzi di altre scuole trasferiti da comunità colpite dalla guerra.

Scuole sotterranee e campi da calcio

La scuola sotterranea di Zaporizhzhia è un esempio di come la regione cerca di restituire spazi di vita e socialità ai più giovani. Sopra, invece, c’è il pallone, la gioia, la spensieratezza. Il campo costruito sopra la scuola è un simbolo di resistenza e di tentativo di normalità. «Ho visto qualcosa che non avevo mai visto da nessun’altra parte in Ucraina», ha detto Shevchenko durante la sua visita. La Federcalcio ucraina ha scelto Zaporizhzhia per presentare il rilancio del sistema calcistico di una regione di prima linea.

Un progetto di ricostruzione e resistenza

Nell’ultimo anno, sono stati realizzati 27 nuovi campi, aperte 80 sezioni di calcio e formate 110 squadre scolastiche. Più di mille bambini hanno preso parte alle competizioni. Complessivamente, secondo i dati diffusi dalle autorità locali, nella regione sono state disputate oltre tremila partite con più di settemila giocatori coinvolti. Numeri che, letti da noi, possono sembrare quelli di un normale programma federale. A Zaporizhzhia, invece, significano altro. Significano organizzare una partita sapendo che una sirena può interromperla. Significano costruire un campo pensando prima a dove far riparare chi lo utilizza.

Il presidente dell’associazione calcistica regionale, Mykola Bielyi, ha ricordato che alcuni stadi sono stati distrutti e che parte delle infrastrutture sportive della regione si trovano nei territori occupati. Il calcio ucraino convive con la guerra da più di quattro anni. Club costretti a giocare lontano da casa, stadi danneggiati, calciatori e dirigenti arruolati, settori giovanili dispersi. A Zaporizhzhia, la risposta scelta è quasi urbanistica: “Non aspettare che la guerra finisca per ricostruire una normalità, ma ridisegnarla mentre la guerra continua”.

Un simbolo di vita e resistenza

La visita di Shevchenko non è stata soltanto quella di un campione invitato per il primo giorno di scuola. Ha incontrato i ragazzi della sezione calcistica, visitato le aule e poi partecipato alle attività sul nuovo campo. «Queste scuole sotterranee con i campi da calcio sono esattamente ciò di cui hanno bisogno i nostri giovani», ha spiegato. Non è soltanto retorica federale. In una città dove la scuola tradizionale può trasformarsi in un luogo vulnerabile, il campo e il rifugio finiscono per appartenere allo stesso progetto.

A Zaporizhzhia hanno deciso che anche questa può essere una forma di resistenza: continuare a insegnare, continuare a giocare. Nonostante tutto, possibilmente undici contro undici. La scuola numero 76 è un simbolo di vita e di tentativo di normalità. Sotto ci sono quattordici spazi didattici, un rifugio in cemento armato e bambini che finalmente possono tornare a guardarsi senza una webcam di mezzo. Sopra ci sono porte, palloni e un campo nuovo. Quando l’allarme lo consente, si sale.