Zelensky propone incontro con Putin al G20, Mosca frena e invita a Mosca
Zelensky chiede incontro con Putin al G20, Mosca invita a Mosca. Tensioni e attacchi tra Ucraina e Russia.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso la sua disponibilità a incontrare il presidente russo Vladimir Putin durante il G20 di Miami, in programma a dicembre, se entrambi i leader fossero invitati. L’annuncio, fatto in un’intervista alla Deutsche Welle, ha suscitato reazioni da parte del Cremlino, che ha rifiutato la proposta e ha invitato Zelensky a Mosca per un incontro diretto. L’idea di un colloquio tra i due leader, sebbene non ancora formalizzata, rappresenta un ulteriore tentativo di trovare un punto di contatto in un conflitto che ha visto scorrere sangue e distanze sempre più profonde.
Un incontro non solo di parole
Zelensky ha sottolineato che l’obiettivo dell’incontro non è tanto il dibattito tra le parti, quanto l’effettiva capacità di prendere decisioni concrete. «Non è una questione di parole… Contano i risultati», ha detto, sottolineando l’importanza di un dialogo che porti a un cambiamento reale. Tuttavia, il Cremlino ha rifiutato la proposta e ha rilanciato l’invito a Mosca, sottolineando che un incontro tra i due leader richiederebbe un impegno reciproco. «Se vuole davvero incontrare Putin può venire lui a Mosca», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Un contesto di tensioni e attacchi
Nelle ore successive all’annuncio di Zelensky, si sono verificati nuovi episodi di violenza tra Ucraina e Russia. Un missile russo ha colpito un impianto industriale a Kryvyj Rih, nell’Ucraina centrale, causando un morto e due feriti. Intanto, droni ucraini hanno attaccato Tolyatti e Taganrog, in territorio russo, colpendo un impianto chimico strategico e causando incendi vicino a un aeroporto. A Odessa, un attacco missilistico ha causato 35 feriti, tra cui un neonato di cinque mesi. Questi episodi hanno ulteriormente acceso le tensioni e hanno messo in evidenza la complessità del conflitto.
La Russia, da parte sua, ha riaffermato la sua posizione in un discorso tenuto da Putin durante il summit dei Brics a Nuova Delhi. «La Russia non minaccia i paesi europei e non avrebbe alcun motivo per entrare in conflitto con loro, ma il dispiegamento di forze europee in Ucraina significherebbe l’entrata dei rispettivi paesi in guerra con noi», ha detto il leader russo. Questa dichiarazione ha ulteriormente complicato il quadro diplomatico e ha reso più difficile il raggiungimento di un accordo.
Un dibattito interno tra alleati
Intanto, in Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso una posizione diversa rispetto a quella di Zelensky, sottolineando l’importanza della difesa dell’Ucraina in chiave patriottica. «Per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kiev, ho sostenuto l’Ucraina per Roma: l’Italia avrebbe da perdere in un contesto in cui vengono meno le regole della pacifica convivenza tra le nazioni», ha detto Meloni in un’intervista al Foglio. Questa dichiarazione ha messo in luce le divisioni interne tra gli alleati e ha sottolineato la complessità delle relazioni internazionali. Nonostante le tensioni e le divisioni, il dibattito tra Zelensky e Putin rimane un tema di interesse internazionale, con il G20 di Miami che potrebbe rappresentare un’occasione per un dialogo diretto. Tuttavia, il quadro resta incerto e le prossime mosse dipenderanno da come si evolveranno le relazioni tra le parti coinvolte.
