Guccini torna in classifica. Un libro che celebra il tempo perduto

Francesco Guccini torna in classifica con un libro che celebra il tempo e la memoria.

Un libro di Francesco Guccini in classifica, con scene di osterie e racconti di tempo perduto
Un libro di Francesco Guccini in classifica, con scene di osterie e racconti di tempo perduto

Un ritorno in classifica dopo la scomparsa

Francesco Guccini torna in classifica con il libro *Calde le pere! Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla*, pubblicato da Giunti. A poco più di un mese dalla sua scomparsa, il volume si posiziona al quarto posto tra i libri più venduti. Sarebbe però un errore leggerlo come un commosso omaggio postumo. Guccini, noto per la sua avversione al sentimentalismo, avrebbe diffidato di qualsiasi forma di lamento o ricordo eccessivo rivolto a lui.

Una storia che si perde nel tempo

La novella comincia in una torrida estate del 1935, in via del Pratello a Bologna, dove Lisetta, una ragazza eterea e quasi irreale, incarna una virtuosità quasi paradisiaca. «Tanto che due ubriachi, al passare per caso della Lisetta si immobilizzarono. Uno dei due, all’apparire della ragazza, avrebbe gridato: “Oh, rimettiamolo dentro, sta passando la Lisetta!”» La scena, degna della migliore tradizione novellistica italiana, si ispira a Boccaccio, ma anche a un mito classico.

Un manifesto poetico e un debito letterario

Il libro procede per quadri, ciascuno con un titolo e una didascalia ironica, dichiarando il proprio debito verso Laurence Sterne e Jerome K. Jerome. È un manifesto poetico, in cui Guccini non si preoccupa tanto di raccontare una storia quanto del piacere di raccontarla. Le soste, le parentesi e le osterie dove il racconto si ferma per un episodio più curioso sono parte integrante del suo stile.

La memoria che modifica la storia

Guccini non racconta mai semplicemente una vicenda. Racconta il modo in cui la memoria la modifica. I suoi libri, come le sue canzoni, fanno quello che fanno da sempre: fingono di andare da qualche parte e intanto prendono la strada più lunga. «È lì, nella strada laterale, che di solito abita la sua ipotattica verità.» Chi ha ascoltato *Amerigo*, *Incontro*, *La lettera* o *Quello che non…* lo sa bene.

La storia non è mai quella che sembra
«D’altra parte, si parva licet, una Balena Bianca non ha mai sfidato il capitano Achab; non c’è mai stato un operaio lombardo della seta, di nome Renzo Tramaglino, che abbia assistito, nella prima metà del Seicento, all’assalto al Forno delle Grucce; e Camilleri stesso, in quello che supponiamo sia stato il suo ultimo romanzo, svolta le carte e confessa, con una rivelazione pirandelliana, che Montalbano e tutti gli altri, Augello, Fazio, Catarella, non sono mai esistiti, che sono sue invenzioni, e come tali svaniscono, scompaiono, lasciando, a poco a poco, solo pagine bianche.» Un lascito che celebra il tempo
«Ma al di là di tutte le nostre possibili invenzioni, la storia che stiamo raccontando pare sia veramente accaduta. Anche se non siamo disposti a mettere la mano sul fuoco sulla veridicità del tutto.» Il libro, in fondo, è un invito a rileggere i romanzi meneghelliani del Guccini narratore e grande estimatore dello scrittore veneto di *Libera nos a malo*.

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