Nuovo centro per l’autismo a Arezzo: terapie personalizzate per migliorare la qualità della vita
Nuovo centro per l’autismo a Arezzo offre terapie personalizzate per migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle famiglie

Un nuovo centro per l’autismo è stato inaugurato a Arezzo, accogliendo ottanta ragazzi con disturbo dello spettro autistico e disturbi generalizzati del neurosviluppo. L’obiettivo del centro, denominato TMA 5.0, è migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie attraverso terapie personalizzate e interventi basati sul metodo Caputo-Ippolito. L’evento si è svolto il 12 settembre 2026, in un contesto in cui l’accesso a servizi specifici per l’autismo ha visto un incremento, soprattutto durante la pandemia.
Terapie personalizzate e interventi a lungo termine
Il TMA, o trattamento multisistemico per l’autismo, si basa su un approccio che coinvolge diverse aree del bambino, come relazionale, emotiva, cognitiva e motoria. L’intervento si svolge in acqua e fuori dal contesto acquatico, con un rapporto 1 a 1 o al massimo 1 a 2 tra tutor e paziente. Questo modello ha visto l’espansione in diverse città italiane, tra cui Mediglia, Casoria, Siracusa e adesso Arezzo. Il centro di Arezzo è uno dei più grandi in Italia, con 17 centri che adottano il metodo in tutto il Paese.
Un approccio globale per migliorare la vita quotidiana
Il nuovo centro di Arezzo offre non solo terapie in acqua, ma anche percorsi educativi, attività motorie, sportive e di socializzazione. L’obiettivo è trasformare le competenze acquisite in strumenti utili per la vita quotidiana. I ragazzi, che arrivano da età comprese tra i 2 e i 40 anni, vengono seguiti in modo personalizzato, con interventi che variano da 2 ore a settimane di attività a tempo pieno. Le famiglie possono contattare il coordinatore del TMA per un colloquio iniziale, durante il quale vengono raccolte informazioni dettagliate per abbinare il paziente al tutor più adatto.
Il risultato più significativo del lavoro svolto è un miglioramento della qualità della vita sia del paziente che della famiglia. Questo si traduce in una maggiore abilità a relazionarsi, gestire le emozioni e adattarsi a contesti sociali. Matteo Colella, supervisore del TMA, spiega che i primi miglioramenti sono relazionali, seguiti da progressi emotivi, comportamentali e cognitivi. L’approccio non fa distinzioni per età, complessità o diagnosi, garantendo un supporto personalizzato a tutti i pazienti e alle loro famiglie.
Il centro di Arezzo rappresenta un ulteriore passo avanti nella gestione dei disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo. L’espansione del TMA in diverse regioni dimostra l’efficacia del metodo, che si basa su un’esperienza di oltre 20 anni di lavoro in acqua. La collaborazione tra famiglie e operatori è fondamentale per il successo del programma, con incontri periodici per valutare i progressi e adattare l’intervento alle esigenze del paziente. Il TMA 5.0 di Arezzo è un esempio concreto di come l’innovazione e la personalizzazione possano migliorare la vita di chi vive con disturbi dello spettro autistico. L’obiettivo non è solo curare, ma accompagnare i pazienti e le loro famiglie nel raggiungere una vita più autonoma e soddisfacente.
