Scuola in crisi: il corpo docente è il pilastro del sistema educativo
Il corpo docente è il pilastro della scuola, ma manca riconoscimento e dignità. Flashmob per chiedere salari dignitosi e riconoscimento professionale.

La scuola italiana si trova in una situazione di crisi, con un corpo docente che, nonostante la sua forza e dedizione, non riceve il riconoscimento che merita. Eraldo Affinati, scrittore e fondatore della scuola Penny per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati, ha sottolineato che “è solo grazie alla forza del corpo docente che tutto il sistema può reggere”. Questa affermazione, fatta in un contesto di crescente preoccupazione per la qualità dell’istruzione e la condizione dei docenti, mette in luce un problema che riguarda non solo l’ambiente scolastico, ma l’intero sistema educativo del Paese.
Salari e dignità: il cuore del problema
Un insegnante italiano percepisce uno stipendio inferiore rispetto a molti colleghi dell’Unione Europea, un dato che non solo mette in discussione la dignità della professione, ma rischia di svalutarla. Nonostante i recenti aumenti, gli stipendi continuano ad essere considerati vergognosi in considerazione del ruolo etico e sociale che la scuola riveste. Affinati ha sottolineato che “lavorare oltre le 6 ore consecutive dà diritto al buono pasto in quasi tutta la Pubblica Amministrazione, ma nella scuola questo diritto fatica ad affermarsi”, un dettaglio che, pur apparentemente piccolo, riflette una mancanza di rispetto per il lavoro svolto.
La scuola è il motore del Paese, ma per funzionare ha bisogno di investimenti sulle persone che la fanno vivere ogni giorno. Il rischio, però, è quello di vanificare gli innegabili progressi compiuti negli anni, come la legislazione innovativa introdotta dalla legge 517 per l’inserimento degli alunni disabili nelle aule scolastiche. “Se la scuola pubblica entra in crisi, a farne le spese saranno sempre le famiglie povere”, ha aggiunto Affinati, ricordando che le famiglie ricche si rivolgono altrove, mettendo in pericolo la Costituzione italiana.
Flashmob per un futuro migliore
Per rispondere a questa situazione, docenti e personale Ata daranno vita a un Flashmob nazionale, che si svolgerà sabato 3 ottobre in contemporanea in diverse città italiane. Tra le richieste principali, ci sono salari dignitosi, adeguamento degli stipendi alla media europea, indennità per attività svolte oltre l’orario di servizio, riconoscimento economico delle responsabilità e degli incarichi, e l’estensione della Carta Docente a tutto il personale. “La scuola sia noi. Il futuro dipende da noi” è il slogan del Flashmob, che cerca di mettere in luce l’importanza del lavoro dei docenti per la crescita del Paese.
Se la motivazione all’insegnamento fosse solo di natura economica, l’intero apparato andrebbe in crisi. Affinati ha sottolineato che la gran parte dei docenti svolge il lavoro con passione e dedizione, interessata com’è agli alunni in quanto persone. Tuttavia, il mancato riconoscimento economico di questi incarichi specifici influisce sulla motivazione del personale e sulla qualità dell’organizzazione scolastica. “Pensiamo soltanto all’inserimento nel gruppo classe dei ragazzi immigrati neo-arrivati. Sono stati annunciati duemila insegnanti di sostegno che ancora non si sono visti”, ha detto, ricordando che finora i consigli di classe si sono dovuti arrangiare con i pochi mezzi a disposizione, ricorrendo al Terzo Settore.
Il movimento, che coinvolgerà centinaia di insegnanti e personale Ata, si basa su una richiesta di riconoscimento professionale e rispetto, elementi che Affinati ritiene essenziali per la qualità dell’istruzione. “Vorrei che la scuola non venisse usata strumentalmente a livello politico per ottenere il consenso dell’elettorato”, ha concluso, ricordando che stiamo parlando del futuro dei nostri figli, a prescindere dal colore della maglietta che indosseranno.
