Papa Leone XIV accetta la rinuncia di monsignor Gallese, vescovo di Alessandria in crisi

Papa accetta rinuncia di vescovo di Alessandria dopo mesi di tensioni e verifica canonica

Papa Leone XIV accetta la rinuncia di monsignor Gallese, vescovo di Alessandria, dopo mesi di tensioni e verifica canonica
Papa Leone XIV accetta la rinuncia di monsignor Gallese, vescovo di Alessandria, dopo mesi di tensioni e verifica canonica

Una decisione canonica dopo mesi di tensioni

Papa Leone XIV ha accolto oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Alessandria, presentata da monsignor Guido Gallese, ponendo fine a una delle vicende più delicate che negli ultimi anni hanno interessato l’episcopato italiano. La decisione arriva al termine di una visita apostolica disposta dalla Santa Sede e affidata al cardinale Giuseppe Bertello, incaricato di verificare la situazione della diocesi, dopo mesi di tensioni interne, esposti e profonde divisioni tra una parte del clero e il proprio vescovo. La rinuncia rappresenta l’epilogo canonico di un percorso di discernimento voluto dal pontefice per ristabilire serenità in un territorio lacerato.

La visita apostolica ha raccolto testimonianze di sacerdoti, religiosi e fedeli per valutare il clima ecclesiale e le modalità di governo pastorale della diocesi. Al centro degli accertamenti non vi erano questioni dottrinali, ma il deterioramento delle relazioni all’interno della comunità diocesana e le difficoltà nel ristabilire un clima di comunione. La Santa Sede ha scelto la via della verifica rigorosa, affidando a un emissario diretto del Papa il compito di fotografare la realtà e riferire senza filtri.

Un vescovo in Tesla e una vita controversa

Monsignore Guido Gallese, 64 anni, originario di Levanto, in provincia di La Spezia, è stato vescovo di Alessandria dal 2012. Appassionato di sport, predilige il kitesurf e ha molte tavole da surf. A Roma negli anni si è accumulato un dossier, alimentato anche da lettere e denunce di fedeli che, nel corso degli anni, avrebbero raccolto episodi e li avrebbero segnalati. Il dossier è finito sul tavolo dell’allora Prefetto del Dicastero dei vescovi, dal 2023 il cardinale Robert Francis Prevost, poi eletto papa Leone XIV, che ha deciso di mandare il cardinale ispettore per verificare i conti, legati forse alle operazioni più importanti portate a termine in questi anni in città.

La Tesla, il surf e quella vita controversa: Guido Gallese non è più vescovo di Alessandria. Il vescovo in Tesla getta la spugna. A cominciare dall’attuale alloggio dove viveva Gallese, nello storico convento che fu dei frati cappuccini, e al nuovo Collegio Santa Chiara, convitto per gli studenti universitari che ospita pure un ristorante, l’ormai celebre ‘Favorite!’. E ancora la Tesla con cui arrivava ai pranzi di Natale della Caritas, parcheggiandola davanti alla sala da pranzo.

La fase della sede vacante e un nuovo incarico

Con l’addio di monsignor Gallese si apre ora la fase della sede vacante. Fino alla nomina del successore, la guida ordinaria della diocesi sarà affidata a un amministratore apostolico. Il reggente della diocesi sarà il vescovo di Acqui Terme Luigi Testore, nominato amministratore apostolico dalla Santa Sede. L’obiettivo dichiarato del Vaticano è favorire una riconciliazione della comunità ecclesiale e accompagnare Gallese verso una nuova stagione di unità, dopo una crisi che ha lasciato segni profondi nel presbiterio e tra i fedeli. Da oggi sarà assistente spirituale del Collegamento nazionale santuari. Gallese, che ha sempre dovuto fare i conti con le critiche da chi lo considerava troppo inesperto per il ruolo che doveva ricoprire, ha commentato la sua decisione con un messaggio di umiltà e di passione per la sua vocazione. «Partire è un po’ morire. Alessandria è stata la mia casa per quasi 14 anni. A volte voler bene davvero a una comunità significa avere il coraggio e l’umiltà, quando si avverte una fatica comune, di fare un passo indietro per il bene di tutti».

Un episodio che ha scosso la comunità

Negli ultimi mesi la diocesi era precipitata in un clima di confronto esasperato, fatto di accuse reciproche, appelli disperati al Vaticano e una frattura insanabile tra i sostenitori del vescovo e i suoi detrattori. Per evitare che il muro contro muro compromettesse irreparabilmente la vita pastorale, Roma ha scelto la via della verifica rigorosa, affidando a un emissario diretto del Papa il compito di fotografare la realtà e riferire senza filtri. La missione prioritaria, per la Chiesa di Alessandria, sarà ora quella di voltare pagina, ricucire gli strappi e ritrovare la via della comunione dopo una crisi che ha lasciato ferite profonde tra i banchi delle chiese e tra i sacerdoti.