Rai chiarisce la decisione di non rinnovare «Lupus in fabula»: programma troppo di nicchia

Rai spiega la rimozione di «Lupus in fabula»: programma non adatto al target, non revocata.

Direttore di Radio1 spiega la decisione di non rinnovare il programma di Buttafuoco, nonostante i numeri sui social
Direttore di Radio1 spiega la decisione di non rinnovare il programma di Buttafuoco, nonostante i numeri sui social

Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, ha commentato la decisione della Rai di non rinnovare il programma «Lupus in fabula» nel palinsesto di Radio1. «Lupus in fabula è un programma troppo di nicchia, nessun mistero sulla rimozione», ha detto il giornalista, sottolineando che la scelta non è stata revocata. Il direttore di Radio1, Nicola Rao, ha confermato durante la conferenza stampa la decisione di non includere il programma nel palinsesto, nonostante i numeri sui social siano positivi.

Decisione non revocata, ma ascolto non convince

Nonostante i dati di ascolto non siano a favore della Rai, il direttore ha spiegato che il programma non si adatta al target principale della radio. «Io vivo la realizzazione di un palinsesto come un tentativo, ci sono cose che mi convincono e le propongo e altre che non mi convincono. Nel caso di Pietrangelo era un programma troppo di nicchia per Radio», ha detto Rao. L’emittente, inoltre, ha sottolineato che la decisione non è stata influenzata da pressioni esterne, ma da una valutazione interna.

La scelta non è stata influenzata da pressioni esterne, ma da una valutazione interna.

Secondo i retroscena, il direttore ha assecondato gli umori del ministero della Cultura e di palazzo Chigi, irritati per l’autonomia di Buttafuoco, che aveva scelto di prendere le distanze dalla linea del governo sulla presenza del padiglione Russo alla Biennale. Nonostante il programma sia stato accolto da un’altra emittente, la Cei, la Rai non ha riconosciuto un valore sufficiente al programma. «Tutto questo interesse per Lupus in fabula non l’ho notato durante l’anno, poi si sono scoperti i fan del programma quando non lo abbiamo più realizzato», ha aggiunto Rao.

Un palinsesto in cerca di rinnovamento

Per il resto, i nuovi palinsesti non riservano troppe sorprese: Radio1 continua a cercare un rinnovamento, ma rimane popolare soprattutto tra gli uomini di mezza età. In termini di valori assoluti, sono ben sei le emittenti private che nel giorno medio raccolgono più ascoltatori dell’emittente ammiraglia del servizio pubblico. Vero è che i numeri sui social sono buoni, ma i dati di ascolto non depongono a favore dell’azienda.

La Rai non ha intenzione di riconsiderare la scelta, nonostante l’interesse crescente per il programma.

Il direttore di Radio2, Giovanni Alibrandi, ha difeso la decisione di non rinnovare il programma di Belén Rodríguez, che non riusciva a garantire la propria presenza per cinque giorni di trasmissione. Di qui la chiusura dell’esperimento di un programma in onda nel prime time della radio, piazzato nella migliore posizione di palinsesto a scapito di un grande classico come Caterpillar. L’investimento avrebbe dovuto fruttare soprattutto per quanto riguarda la radiovisione, su cui Radio2 punta parecchio.

A sostituire Rodriguez Andrea Delogu – che conduce anche La porta magica su Rai2 – è stato Red carpet. A non veder rinnovato il proprio incarico, sempre per ragioni di presenza – almeno sulla carta – è stata Geppi Cucciari, espunta dal palinsesto di radio uno e sostituita in Un giorno da pecora da Nancy Brilli. Caterpillar, altro programma cult di Radiorai, al centro delle cronache nelle ultime settimane per l’addio di Sara Zambotti, riparte con la guida di Filippo Solibello e Cinzia Bancone. Massimo Cirri ha annunciato il proprio passo indietro settimane fa denunciando una «direzione palesemente ostile». Zambotti, dal canto suo, si è spostata su Radio3, sempre più riserva indiana della radiofonia dov’è approdata anche l’ex vicedirettrice del Gr1 Ilaria Sotis, che curerà un programma sulla Costituzione: sulla rete diretta da Simona Sala Zambotti condurrà Sancho, un titolo con priorità non del tutto dissimili da quelle che furono di Caterpillar.