Emma Bonino ricorda Pannella: “Mi ha segnato la vita come nessuno”
Emma Bonino ricorda Marco Pannella: “Mi ha segnato la vita come nessuno”. L’intervista all’ANSA per i 10 anni dalla morte del leader radicale.

Emma Bonino, una delle figure più vicine a Marco Pannella, ha ricordato il leader radicale in un’intervista all’ANSA per i 10 anni dalla sua morte. “Marco ha segnato la mia vita come nessun altro, e di questo a mio modo gli sono stata e gli sono immensamente grata”, ha detto. L’affetto e il ricordo per un uomo “imprevedibile”, “a suo modo e con i suoi modi un padre della Patria” sono emersi chiaramente dalle parole della politica. L’allontanamento negli ultimi anni, per lei doloroso e incomprensibile, non ha oscurato il legame profondo che ha unito i due per tutta la vita.
Un rapporto di profonda stima e affetto
Emma Bonino ha descritto Pannella come un uomo “imprevedibile” e “straordinario” nella sua vita politica. “Ha sempre cercato il dialogo con tutti, anche con quelli più distanti da lui”, ha sottolineato. La politica di Pannella, con i suoi metodi non convenzionali e la sua capacità di inventare nuove forme di comunicazione, ha lasciato un’eredità profonda nella società italiana. Le sue iniziative nonviolente, come gli scioperi della fame e della sete, sono sempre di difesa della legalità costituzionale. “Ognuno troverà la propria eredità di Pannella”, ha detto Bonino, ricordando come i diritti, una volta considerati un tema borghese, siano diventati un tema centrale per le persone con meno mezzi.
Un’eredità che vive ancora oggi
La battaglia per l’obiezione di coscienza, il divorzio e l’aborto, che Pannella e i radicali hanno portato avanti con determinazione, ha lasciato un segno indelebile. “Sui diritti dopo le vittorie su obiezione di coscienza, divorzio e aborto, vedo un grande stallo”, ha osservato Bonino. Tuttavia, le battaglie per l’antiproibizionismo sulla cannabis, iniziata cinquant’anni fa, hanno visto successi in molti Paesi, anche se in Italia la discussione resta sconfortante. Pannella è sempre stato scomodo, e le sue iniziative nonviolente sono sempre state di difesa della legalità costituzionale.
La politica italiana, secondo Bonino, non ha ancora pienamente apprezzato l’eredità di Pannella. “Molti dei politici di oggi devono qualcosa a Pannella e alla sua eredità”, ha detto, ma “non so dire se la gratitudine sia sufficiente o no tra i politici”. Tuttavia, è certo che “tra gli italiani, di tutte le condizioni sociali, Pannella è ricordato con affetto e gratitudine”. L’ultimo ricordo condiviso con Pannella, l’allontanamento negli ultimi anni, rimane un tema dolente, ma non ha oscurato il profondo legame che ha unito i due.
La figura di Pannella, purtroppo, non è mai stata riconosciuta pienamente nei suoi meriti. “Ne parlava spesso… scherzava che magari avrebbe fatto come Montanelli, cioè avrebbe rinunciato”, ha ricordato Bonino. “In realtà Marco è rimasto fino alla fine un irregolare, imprevedibile”. Nonostante ciò, “ci sono già opere d’arte o passeggiate dedicate a Pannella, e dopo i dieci anni dalla morte ce ne saranno altre”. La sua eredità, pur non essendo ancora pienamente riconosciuta, vive ancora oggi, soprattutto nel ricordo di chi lo ha conosciuto e ha apprezzato la sua straordinaria passione per la politica e i diritti.
La sua capacità di inventare modalità creative nella comunicazione per superare l’ostracismo mediatico è un’eredità che vive ancora oggi. Pannella ha sempre scelto di considerare compagno di strada politica chi condivideva la sua e nostra battaglia del momento, senza chiedere la condivisione di tutto il percorso politico. Anche per questo tanti hanno fatto un tratto di strada con Panella. La sua figura, pur non essendo mai stata pienamente riconosciuta, è un simbolo di democrazia e di diritti per molti italiani.
