Fs e il futuro della rete: Inchingolo parla di velocità, manutenzione e finanziamenti

Fs e il futuro della rete: Inchingolo parla di velocità, manutenzione e finanziamenti

Un manager di Fs parla del futuro della rete ferroviaria, velocità, manutenzione e finanziamenti
Un manager di Fs parla del futuro della rete ferroviaria, velocità, manutenzione e finanziamenti

Il vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs, Giuseppe Inchingolo, ha parlato durante la Festa del Fatto di alcuni temi chiave per il futuro del trasporto ferroviario italiano. I Frecciarossa, i treni ad alta velocità, possono raggiungere i 350 km/h, ma non sono l’unica opzione sulla rete. Inchingolo ha sottolineato che esistono altri operatori, come Italo, che viaggiano a velocità inferiori, e che il sorpasso non è consentito, quindi i treni Fs si adeguano. L’obiettivo è mantenere un servizio efficiente e sicuro, anche di fronte a possibili sfide future.

Manutenzione e investimenti: un lavoro continuo

Il manager ha ricordato che negli ultimi anni sono stati aperti quasi 1.300 cantieri lungo la rete, di cui 700 dedicati a investimenti e 600 a manutenzioni. Questo sforzo, spesso in contemporanea con i viaggi dei pendolari, ha permesso di migliorare la rete senza interrompere le linee. Inchingolo ha sottolineato che la manutenzione deve essere continua e che una rete moderna richiede un monitoraggio costante. Il numero di passeggeri che utilizzano i treni è intorno ai due milioni al giorno, un dato che conferma l’importanza del settore.

Le Ferrovie devono restare pubbliche, sono una società di scopo. Inchingolo ha spiegato che i fondi del Pnrr e la finanza pubblica hanno investito 25 miliardi negli ultimi tre anni, ma le cifre non sono sostenibili nel lungo periodo. Il tema è come continuare a investire in modo sostenibile, garantendo l’efficienza del sistema e la sua accessibilità a lungo termine. Il dibattito si concentra su come garantire l’intervento senza compromettere la remunerazione dei fondi italiani.

Flotta moderna e tempi di viaggio

Un altro tema cruciale per il futuro è il rinnovo della flotta. Inchingolo ha spiegato che nel 2022 l’età media dei treni era di 19 anni, mentre oggi è scesa a 9 anni. Questo indica un progresso significativo, ma anche un’importante sfida: mantenere la qualità del servizio e l’esperienza di viaggio. L’obiettivo è migliorare la rete, ridurre i tempi di percorrenza e garantire un servizio sempre più efficiente e accessibile.

Il manager ha anche parlato dei contenziosi con Webuild, che ha segnalato extracosti per 22 miliardi nei contratti con Rfi. Inchingolo ha sottolineato che i contenziosi sono fisiologici, ma che i dati non confermano una cifra così elevata. In totale, i costi ammontano a 5 miliardi di euro, e il tema è come continuare a investire in modo sostenibile. Le Ferrovie devono restare pubbliche, come società di scopo, e il dibattito si concentra su come garantire l’intervento senza compromettere la remunerazione dei fondi italiani.

Un altro aspetto che ha suscitato interesse è la gestione delle stazioni. Inchingolo ha menzionato lo studio su Roma Termini e Milano Centrale, due hub che servono sia i treni regionali che quelli ad alta velocità. I dati parziali indicano che il 95% degli utenti dei regionali va in periferia, quindi la scelta più saggia potrebbe essere far arrivare i regionali a Tiburtina e i Frecciarossa a Termini. Questo permetterebbe di migliorare l’accesso al centro delle metropoli, senza creare disagi per i pendolari. Il rinnovo della flotta rappresenta uno degli elementi fondamentali per migliorare la qualità e l’esperienza di viaggio. Inchingolo ha ricordato che il numero di treni in servizio è intorno ai due milioni al giorno, un dato che conferma l’importanza del settore. Il dibattito si concentra su come continuare a investire in modo sostenibile, garantendo l’efficienza del sistema e la sua accessibilità a lungo termine.