Emanuela Orlandi, analisi genetica su un flauto dopo 43 anni: nuovo colpo di scena
Nuovo sviluppo nel caso di Emanuela Orlandi: analisi genetica su un fluto ritrovato dopo 43 anni.

Il caso di Emanuela Orlandi, la 15enne scomparsa nel nulla il 22 giugno 1983, ha visto un nuovo sviluppo dopo 43 anni. I Ris di Roma stanno analizzando un flauto rinvenuto in un pacco, che potrebbe essere legato alla scomparsa della ragazza. La notizia è stata diffusa giovedì 10 settembre da Gianluigi Nuzzi attraverso i canali social di Dentro La Notizia. L’oggetto dovrà essere sottoposto ad analisi genetica, e per questo sono stati convocati i consulenti della difesa di Marco Accetti, il 71enne indagato per sequestro di persona a scopo di estorsione. Il flauto, ritrovato nel 2013 da Marco Accetti, era stato indicato come possibilmente appartenuto a Emanuela, ma le analisi precedenti non avevano confermato un legame con la ragazza.
Il flauto ritrovato nel 2013
Il flauto fu ritrovato da Marco Accetti nel 2013, durante un incontro con l’inviato di Chi l’ha Visto? Fiore De Rienzo. Accetti, che si presentò come il rapitore di Emanuela, affermò che negli studi De Laurentiis di Cinecittà era presente un flauto che, a giudizio visivo, somigliava a quello di Emanuela. L’oggetto era avvolto in una pagina del Messaggero del 1985, in cui era presente un articolo su Ercole Orlandi, padre della ragazza. Le analisi condotte su quel flauto non avevano portato a una piena compatibilità con il profilo di Emanuela. Nel 2025, l’ex insegnante di musica di Emanuela, Loriano Berti, ha smentito che quel flauto fosse della ragazza, affermando che la 15enne seguiva le lezioni con un Yamaha nichelato.
Le analisi genetiche potrebbero chiarire se il flauto ritrovato è lo stesso indicato da Accetti. Il flauto, che era stato indicato come possibilmente appartenuto a Emanuela, non ha mai dato risposte definitive. Ora, con l’analisi genetica, si cerca di verificare se si tratti dello stesso strumento o di un oggetto mai esaminato prima. La famiglia Orlandi, attraverso Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, e l’avvocata Laura Sgrò, ha partecipato alla prima fase delle indagini. L’oggetto è stato sottoposto a prelievi e campionamento, ma non è ancora chiaro se si tratti del flauto originale o di un altro strumento.
Un mistero che non si risolve
Il caso di Emanuela Orlandi rimane un mistero non risolto dopo 43 anni. Il flauto, che era stato indicato come possibilmente appartenuto alla ragazza, non ha mai dato risposte definitive. Le analisi precedenti non avevano confermato un legame con la 15enne, e ora si apre una nuova fase con l’analisi genetica. La famiglia e i legali continuano a seguire con attenzione i sviluppi, mentre i Ris cercano di chiarire se il flauto ritrovato possa essere legato alla scomparsa. Il caso resterà al centro dell’attenzione, con nuove indagini che potrebbero portare a nuove scoperte.
La Procura potrebbe cercare di mettere fine al ruolo di Marco Accetti nel caso. Il giornalista Alessandro Ambrosini ha commentato la notizia sui suoi social, ipotizzando che la Procura abbia qualcosa di concreto e che voglia cassare per sempre la figura di Marco Accetti. La situazione rimane in sospeso, con i Ris che cercano di chiarire se il flauto ritrovato possa essere legato alla scomparsa di Emanuela Orlandi.
