Morte per ricina a Pietracatella, indagini in sospeso: la Procura chiede proroga di 6 mesi

Indagini sull’omicidio per ricina a Pietracatella: la Procura chiede proroga per ulteriori analisi.

Due donne morte per ricina a Pietracatella, indagini in corso e proroga richiesta
Due donne morte per ricina a Pietracatella, indagini in corso e proroga richiesta

Il 10 settembre 2026, a Pietracatella, si è concluso con la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate durante un pasto in casa. Le indagini, aperte a marzo 2026, sono in fase di svolgimento e la Procura di Larino ha chiesto una proroga di sei mesi per permettere ulteriori analisi. La richiesta, formalizzata nei prossimi giorni al gip, è legata ai ritardi nell’ottenere i risultati degli esami condotti dal Robert Koch Institut di Berlino e su campioni di sangue, alimenti e reperti prelevati presso l’abitazione delle vittime.

Indagini in corso e interrogatorio in programma

La Procura ha indicato come un motivo cruciale per la proroga sia l’attesa dei risultati degli accertamenti in corso. Tra i passaggi chiave, l’interrogatorio del marito di Monia, insegnante amica di Gianni Di Vita, potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di indagine. L’uomo, Michele, è previsto per essere ascoltato nella mattina del 11 settembre. Dalle indagini è emerso che Antonella Di Ielsi aveva avuto un contatto telefonico con Michele poco prima del pasto letale, un elemento che potrebbe influenzare la ricostruzione dei fatti.

Le condizioni dei sopravvissuti e i sintomi iniziali

Gianni Di Vita e la figlia Alice, entrambi sopravvissuti alla tragedia, sono risultati negativi alla ricina, ma ulteriori conferme o smentite sono in arrivo. Il medico del pronto soccorso, Pietro Vuotto, ha descritto i sintomi delle vittime come simili a una tossinfezione o un’enterite, ma ha notato una differenza nel caso di Gianni, che si era presentato in condizioni “dissimili” rispetto alle due donne. Questo dettaglio potrebbe essere cruciale per comprendere l’origine del veleno e il suo impatto. Una delle ipotesi in corso è che il veleno sia stato somministrato in due tempi, con conseguenze diverse per le vittime. Ci sono dubbi su chi fossero gli obiettivi del killer, un aspetto che potrebbe influire sulle indagini e sulle eventuali accuse. La Procura, che ha aperto un fascicolo per duplice omicidio, dovrà attendere i risultati delle analisi per poter procedere con maggiore certezza.

Un caso che non si risolve

Le indagini, che hanno visto l’interessamento di esperti italiani e tedeschi, non sembrano avvicinarsi a una conclusione. La richiesta di proroga, inoltre, potrebbe essere ulteriore motivo per la Procura di chiedere un ulteriore slittamento. Il termine per la chiusura delle indagini è fissato per marzo 2027, con un ulteriore periodo di tempo per permettere una completa ricostruzione dei fatti. La comunità di Pietracatella, ancora in lutto, attende con ansia i prossimi sviluppi di un caso che non sembra destinato a trovare una soluzione immediata.