Omicidio Attanasio, la verità si perde nel buio. La procura chiede archiviazione per terrorismo
La procura di Roma chiede l’archiviazione dell’indagine per terrorismo nell’omicidio di Luca Attanasio. Il Congo non ha collaborato.

L’omicidio di Luca Attanasio, ambasciatore italiano in Congo, si svolge nel vuoto. La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per terrorismo, citando la mancata collaborazione dell’autorità giudiziaria congolese. La famiglia dell’ambasciatore, però, non si arrende e continua a cercare la verità. Il caso, che ha scosso l’opinione pubblica internazionale, appare sempre più un mistero senza risposte.
La mancata collaborazione dell’autorità congolese
La motivazione ufficiale per l’archiviazione dell’indagine è la “mancata collaborazione dell’autorità giudiziaria di Kinshasa”. Questo elemento ha suscitato molte perplessità, soprattutto considerando che il processo in Congo aveva già portato a condanne, sebbene con dubbi e contestazioni. L’immunità funzionale dei funzionari del Programma alimentare mondiale (Pam) ha giocato un ruolo chiave, con la Farnesina che si è schierata a favore dell’immunità, non per l’accertamento della verità.
Dettagli stonati e lacune nell’indagine
La vicenda è segnata da numerose anomalie. Dopo l’omicidio, l’agenda elettronica di Attanasio è stata modificata da una mano invisibile, cancellando un appuntamento previsto per il pomeriggio del giorno dell’agguato. L’Apple Watch dell’ambasciatore è stato riconsegnato alla famiglia dopo una settimana, senza essere esaminato. Inoltre, il contratto di telefonia dello smartphone è stato disdetto quel giorno stesso, causando la perdita del contenuto. Questi dettagli, sebbene non siano direttamente collegati all’omicidio, sollevano domande sulle condizioni in cui si è svolta l’indagine. La perizia balistica ha dimostrato che i colpi sono stati sparati da distanza ravvicinata, da un’unica direzione, indicando un’azione mirata. Tuttavia, le indagini non hanno portato a identificare i responsabili. I Carabinieri, che hanno preso in mano le indagini, non hanno mai visitato il luogo dell’agguato né interrogato i testimoni presenti. Questo ha alimentato sospetti su una mancanza di approfondimento e di trasparenza.
La famiglia non si arrende
La famiglia di Luca Attanasio, attraverso l’avvocato Rocco Curcio, ha espresso la sua disapprovazione per l’archiviazione dell’indagine. “Non sono pessimista”, ha commentato l’avvocato, sottolineando che oggi si fa luce su alcune attività della Procura. La famiglia non intende arrendersi e continuerà a opporsi alla volontà di soffocare la verità. Inoltre, hanno segnalato che lo Stato italiano non ha rimborsato le spese legali, un fatto che ha suscitato ulteriore preoccupazione. La ricerca della verità sul caso Attanasio non è una priorità per le istituzioni. Anche la Commissione parlamentare d’inchiesta, proposta da mesi, non è ancora stata calendarizzata. La famiglia e gli amici dell’ambasciatore sperano che il caso non resti un mistero senza risposte, e che la verità venga finalmente chiarita.
