Cassazione conferma ergastolo per genitori e cugini di Saman Abbas
Cassazione conferma ergastolo per genitori e cugini di Saman Abbas, condanna a 22 anni per lo zio
La condanna definitiva per i genitori e i cugini di Saman Abbas
La Cassazione ha confermato le condanne definitive all’ergastolo per i genitori di Saman Abbas, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e per i cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq. La decisione dei giudici ha rigettato i ricorsi presentati dalle difese, incluso quello relativo alla pena di 22 anni di reclusione per lo zio della ragazza, Danish Hasnain. L’omicidio, avvenuto il 30 aprile 2021, ha visto la diciottenne uccisa da parenti che la ritenevano colpevole di aver rifiutato un matrimonio combinato e di aver scelto di amare chi voleva, preferendo i jeans al velo e i selfie col rossetto alle tradizioni rigide del Punjab.
Un delitto premeditato e corale
Secondo il procuratore generale Marco Dall’Olio, il delitto è stato organizzato nei minimi dettagli, un atto corale e premeditato. La volontà era di impartirle una lezione, e il ricorso a una violenza estrema e sproporzionata ha realizzato la natura turpe e ignobile del movente. La famiglia, che aveva da tempo indagato su Saman, ha ritrovato i cinque parenti nell’arco di tre anni tra l’Europa e il Pakistan e li ha riportati in Italia. I cinque sono stati da subito gli unici indagati per quel delitto.
La vita di Saman Abbas e il suo destino
Saman Abbas, che si definiva una “italian girl”, era tornata a Novellara da pochi giorni dopo un periodo trascorso a Bologna in una comunità protetta. La sua intenzione era quella di prendere i documenti e partire per vivere la sua vita col fidanzato, una relazione che la famiglia non accettava. La sera della sua morte, però, è sparita nel buio di una stradina bianca in campagna, vittima di un destino atroce decretato dal suo stesso clan familiare. La sua storia è diventata un simbolo di una violenza estrema, radicata in una cultura che non accetta la libertà di scelta delle donne.
La giustizia e le condanne definitive
La Cassazione ha confermato le condanne per i genitori e i cugini, che hanno ricevuto l’ergastolo, e per lo zio, che ha visto ridotta la pena a 22 anni di reclusione. La decisione ha sancito la conclusione di un processo che ha visto la famiglia di Saman accusata di un omicidio premeditato e corale. La volontà di punire la ragazza, per il solo desiderio di vivere secondo i propri canoni, ha trovato nel sistema giudiziario un riscontro definitivo. La famiglia, però, non ha mai riconosciuto la colpa, e la vicenda rimane un caso agghiacciante di violenza e tradizione.
La Cassazione ha confermato le condanne definitive all’ergastolo per i genitori e i cugini di Saman Abbas, e per lo zio, che ha visto ridotta la pena a 22 anni di reclusione. La decisione dei giudici ha rigettato i ricorsi presentati dalle difese, incluso quello relativo alla pena di 22 anni di reclusione per lo zio della ragazza, Danish Hasnain. L’omicidio, avvenuto il 30 aprile 2021, ha visto la diciottenne uccisa da parenti che la ritenevano colpevole di aver rifiutato un matrimonio combinato e di aver scelto di amare chi voleva, preferendo i jeans al velo e i selfie col rossetto alle tradizioni rigide del Punjab. La famiglia, che aveva da tempo indagato su Saman, ha ritrovato i cinque parenti nell’arco di tre anni tra l’Europa e il Pakistan e li ha riportati in Italia. I cinque sono stati da subito gli unici indagati per quel delitto.
