Faida tra bande nel Bergamasco, 4 arresti e sequestro di arsenale bellico

Operazione anti-droga nel Bergamasco: 4 arresti e sequestro di armi da guerra e sostanze stupefacenti.

Carabinieri sequestrano armi e droga durante operazione anti-faida nel Bergamasco
Carabinieri sequestrano armi e droga durante operazione anti-faida nel Bergamasco

Nel Bergamasco, in provincia di Bergamo, si è conclusa una complessa operazione anti-droga che ha portato all’arresto di quattro persone e al sequestro di un arsenale bellico. L’azione, condotta dalla Procura della Repubblica di Bergamo guidata dal procuratore Maurizio Romanelli, ha smascherato una fazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti e armata di armi da guerra. L’operazione ha visto il coinvolgimento dei Carabinieri, con il supporto di unità cinofile e dell’Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, e ha portato alla scoperta di due depositi sotterranei di armi e droga.

Un’arma di guerra e un’azione violenta

La fazione guidata dal latitante marocchino clandestino detto “Botros” ha avuto un violento scontro con una fazione rivale il 21 giugno 2026, all’interno del centro sportivo “Aquamore” di Seriate. Durante l’agguato, un complice ha aperto il fuoco con un Kalashnikov AK-47 all’esterno della piscina, mentre Botros, armato di una pistola mitragliatrice Skorpion, ha inseguito il boss rivale e ha sparato non meno di sette colpi. La vittima ha potuto salvarsi scavalcando una recinzione. Questo episodio rappresenta un ulteriore capitolo di una faida per il controllo del territorio.

Sequestro di armi e droga in aree boschive

Le indagini hanno rivelato che il gruppo di Botros, in fuga dopo l’agguato, ha utilizzato nascondigli in aree boschive tra Vittuone, Cisliano e Oleggio Castello. I Carabinieri, con l’aiuto di unità cinofile e dell’Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno effettuato un setacciamento sistematico e hanno scoperto due depositi interrati protetti da pellicola trasparente. Nel primo nascondiglio sono stati trovati tre fucili d’assalto Kalashnikov, un fucile SIG 550 e un fucile AR-15, oltre a centinaia di proiettili e 680 grammi di sostanze stupefacenti.

Il sequestro ha incluso anche un fucile a pompa calibro 12, munizionamento per AK-47 e circa 80.000 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio. I due custodi delle armi sono stati intercettati e fermati il 31 agosto presso un fast-food a Oleggio Castello, nel novarese, dopo essere stati monitorati mentre verificavano i loro nascondigli. I due indagati hanno tentato una fuga disperata lanciandosi da una finestra del primo piano, ma sono stati bloccati dai militari.

Un’operazione che ha portato alla luce un’organizzazione criminale

La stessa vittima dell’agguato, evasa dagli arresti domiciliari disposti dal Tribunale di Lodi, è stata successivamente rintracciata e arrestata l’8 luglio a Marcianise, nel casertano, all’esterno di un centro commerciale. Ha fornito dettagli fondamentali per ricostruire l’agguato. La prolungata caccia all’uomo si è conclusa nella notte del 29 agosto a Vigevano, in Corso Milano, dove le forze speciali del GIS, supportate dalle aliquote API e SOS, hanno fatto irruzione nell’abitazione in cui si nascondevano Botros e il complice. Tutto il materiale d’armamento e la droga sequestrati sono stati inviati al RIS di Parma per gli accertamenti balistici, dattiloscopici e biologici, mentre i quattro fermati sono stati condotti in carcere a Bergamo. L’operazione ha messo fine a una pericolosa fazione criminale che operava nel territorio bergamasco, con un’organizzazione armata e un controllo del mercato della droga. Questo sequestro rappresenta un colpo significativo per la lotta alla criminalità organizzata.