Vučić annuncia elezioni in Serbia, sfruttando il funerale di Mladić

Vučić convoca elezioni anticipate in Serbia, sfruttando il funerale di Mladić per rafforzare il nazionalismo.

Funerale di Mladić in Serbia, manifestanti e militari, elezioni anticipate, tensioni politiche
Funerale di Mladić in Serbia, manifestanti e militari, elezioni anticipate, tensioni politiche

Aleksandar Vučić, presidente della Serbia, ha convocato elezioni anticipate, un passo che segna un cambio di strategia dopo anni di proteste e tensioni interne. Le elezioni, fissate per il 25 ottobre, si terranno più di un anno prima della scadenza naturale, a dicembre 2027. L’annuncio arriva in un contesto di crisi, innescata dal movimento studentesco che da quasi due anni scuote la Serbia. La decisione di convocare le urne è vista come un tentativo di rafforzare il controllo politico e di spostare la discussione dal tema della corruzione a quello dell’identità nazionale.

Un momento di svolta per Vučić

Vučić ha guadagnato tempo e ora che finalmente si vota, il campo non è più quello di Novi Sad e della corruzione, ma quello della Serbia contro il mondo, della memoria contro la rimozione, del patriottismo contro le accuse di autoritarismo, di Mladić contro Bruxelles. La morte di Ratko Mladić, il generale serbo-bosniaco condannato per genocidio e crimini di guerra, ha offerto a Vučić un’occasione strategica. Il funerale, accompagnato da una fiera dell’orrore e da un’adesione popolare senza precedenti, ha trasformato la Serbia in un teatro nazionalista. Mladić, pur essendo un simbolo di guerra e violenza, è stato celebrato come un eroe da parte di una parte della società, con migliaia di persone, tra cui militari e religiosi, che hanno partecipato al rito.

Un’elezione in un contesto di tensioni

Le elezioni si svolgeranno in un momento di forte tensione tra il governo e il movimento studentesco, che ha occupato le università e organizzato manifestazioni di massa. Il movimento, nato dopo la tragedia di Novi Sad nel 2024, ha trasformato la richiesta di responsabilità per la morte di sedici persone in una contestazione più ampia. La Lista Studentesca, la formazione che rappresenta il movimento, è vista come un avversario inedito per Vučić, che non ha una storia di partito alle spalle ma si basa su una mobilitazione inattesa. La risposta del potere si è inasprita, con campagne di delegittimazione, intimidazioni e interventi della polizia, che hanno portato a violenze e scontri.

Da ultimo, un’inchiesta dell’organizzazione per i diritti digitali Share Foundation ha rivelato che almeno 14 persone appartenenti alla società civile serba, tra cui attivisti del movimento studentesco, sono stati intercettati con spyware sofisticati come Pegasus e NoviSpy. Vučić, impossibilitato a correre per un terzo mandato presidenziale, punta ora a candidarsi alla carica di primo ministro, sostenuto da una lista di coalizione, “Serbia Unita”, associata al suo nome. La sua strategia si ispira a quella che ha portato alla fine dell’era di Viktor Orbán, ex premier ungherese, uscito di scena alle elezioni dello scorso aprile.

La strategia di Vučić si basa su un’abilità di gestire il conflitto e di sfruttare le tensioni per il proprio vantaggio.
Nonostante le proteste e le pressioni, Vučić ha guadagnato tempo e ora si appresta a giocare la sua partita. La sua capacità di sfruttare il nazionalismo e la memoria storica potrebbe rafforzare il suo consenso, ma il movimento studentesco potrebbe trasformare le elezioni in un referendum contro il suo governo. Il presidente, però, non sembra preoccupato: sa giocare in un campo in cui la sua esperienza e la sua capacità di gestire le tensioni lo pongono in vantaggio.

Le elezioni saranno un test per Vučić, che dovrà affrontare un movimento studentesco in grado di mobilitare e di mettere in discussione il suo dominio politico.