“Il futuro non si arma, si insegna”: la Festa del Fatto lancia una battaglia per la scuola
La Festa del Fatto apre con una battaglia per la scuola, con Travaglio che sottolinea l’importanza del dialogo e della cultura.

La Festa del Fatto Quotidiano si apre con una battaglia per la scuola, con l’obiettivo di restituire valore, dignità e centralità all’istituzione fondamentale per l’avvenire del Paese. Dopo il flash mob in cui è stato scandito lo slogan “Scuola è democrazia”, ricollegandosi ai concetti di Piero Calamandrei, si sono susseguiti interventi di alto livello, tra cui quelli del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi e di Tomaso Montanari, con la partecipazione di artisti, intellettuali, insegnanti, associazioni e giornalisti del quotidiano. Al centro di tutto la battaglia per gli insegnanti, con l’obiettivo di far sentire la loro voce e di riconoscere il loro ruolo cruciale nella formazione delle nuove generazioni.
La scuola come presidio di democrazia
“Il futuro non si arma, si insegna”, ha detto Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, sottolineando che parlare di scuola, cultura e dialogo è l’unico antidoto al farsi la guerra. “Penso che questa battaglia c’entri molto con i temi che affrontiamo tutti i giorni, cioè le guerre”, ha aggiunto. Travaglio ha anche sottolineato l’importanza di non permettere che le buone intenzioni si traducano in programmi inutili senza risorse, come ha spiegato nel contesto del dibattito politico su un programma progressista. “Il programma è inutile se alla prima voce non c’è la disdetta immediata dell’impegno assunto scriteriatamente da Meloni e da tutti gli altri governi europei”, ha concluso.
Investire nella scuola significa investire nel futuro
La condirettrice del Fatto, Maddalena Oliva, ha sottolineato l’importanza di far ritornare la scuola al centro dell’agenda pubblica e di ridare dignità a un mestiere spesso considerato un parcheggio. “E visto che viviamo in anni dove i conflitti sono tornati centrali nelle nostre discussioni, anche per ridare alla scuola il suo ruolo: quello di luogo di confronto, di scambio e di libero pensiero”, ha detto. Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, ha ricordato che “la scuola insegna a pensare, non a profilare o standardizzare o valutare. Non serve a far obbedire. Chi pensa tendenzialmente disobbedisce”. Montanari ha anche sottolineato che la scuola è scomoda e pericolosa, ma proprio per questo è essenziale.
Con loro anche i sindacati della scuola e rappresentanti degli studenti, che hanno partecipato a dibattiti e panel organizzati durante l’evento. Tra i temi trattati c’è la necessità di adeguare gli stipendi dei docenti alle medie UE, con la petizione lanciata sulla piattaforma IoScelgo. “La scuola è un bene comune che dobbiamo difendere a spada tratta, pensando al futuro della coscienza critica. Nella scuola si formano i cittadini liberi”, ha sottolineato Miriam Mirolla, direttrice della Scuola di Cittadinanza del Fatto Quotidiano.
La scuola come luogo di libertà e pensiero critico
Osvaldo Costantini, professore associato di antropologia alla Sapienza, ha parlato dell’iniziativa “La conoscenza non marcia”, la battaglia per separare l’istruzione dall’industria bellica. “C’è un tentativo generale di sottoporre l’istruzione a degli interessi particolari che sono in crisi profonda. L’università e la ricerca definanziate rischiano così di avere come principale finanziatore l’industria militare”, ha sottolineato. La scuola, ha aggiunto, deve essere un presidio di libertà e pensiero critico, non un’istituzione sottomessa a interessi esterni.
La Festa del Fatto Quotidiano, che si svolge a Versiliana, è un evento che mette al centro la scuola come luogo di dialogo, confronto e formazione. Con l’obiettivo di far sentire la voce degli insegnanti e di riconoscere il loro ruolo cruciale nella società, l’evento rappresenta un’importante battaglia per il futuro del Paese. La scuola, come ha ricordato Travaglio, è il luogo in cui si costruisce l’Italia di domani, e investire in essa significa investire nelle persone, nella conoscenza e nelle future generazioni.
