La sanità calabrese ha una lista di idonei ma bandisce un nuovo concorso per 41 posti
La sanità calabrese cerca 41 impiegati ma ha già una lista di idonei. Perché un nuovo concorso?

La sanità calabrese cerca 41 impiegati ma ha già una lista di idonei. Perché fare un nuovo concorso? È questa la domanda che si pone il Comitato degli Idonei del concorso per i Centri per l’Impiego, che segnala un caso emblematico del reclutamento pubblico in Italia. Azienda Zero, l’ente che gestisce il personale e l’organizzazione per le aziende sanitarie calabresi, aveva accesso a una graduatoria già esistente, frutto di un concorso per 177 posti di Istruttori. Molti idonei erano rimasti fuori da quei posti pur avendo superato tutte le prove. Azienda Zero chiedeva alla Regione di poter usare quella graduatoria per assumere i 27 dipendenti necessari. La Regione accettava e cedeva la lista. Pochi mesi dopo, però, Azienda Zero decide di bandire un nuovo concorso per 41 posti di Assistente Amministrativo, tra cui 11 destinati proprio a sé. Un cambio di rotta che suscita interrogativi.
Un meccanismo che scoraggia il merito
Il caso di Azienda Zero rappresenta un modello di efficienza e risparmio, ma si è trasformato in una situazione paradossale. L’uso di una graduatoria già esistente permette di risparmiare decine di migliaia di euro, evitando costi per commissioni, affitti di locali e gestione delle prove. Inoltre, permette di assumere in poche settimane, anziché attendere mesi per un nuovo concorso. La legge prevede che, prima di bandire un nuovo bando, le amministrazioni dovrebbero scorrere le graduatorie vigenti per lo stesso profilo. Questo principio, però, sembra essere stato ignorato. Il Comitato degli Idonei sostiene che il meccanismo in atto scoraggia e svuota di senso il merito, poiché migliaia di giovani si preparano per mesi, superano un concorso e poi vedono bandire un nuovo bando per lo stesso profilo.
La legge è chiara: prima di bandire un nuovo concorso, le amministrazioni dovrebbero scorrere le graduatorie vigenti per lo stesso profilo. Questo principio di buon senso, però, sembra essere stato abbandonato. Il Comitato degli Idonei chiede due chiarimenti: quali ragioni hanno spinto Azienda Zero a interrompere lo scorrimento della graduatoria e a inserire quegli stessi 11 posti nel nuovo bando? E non sarebbe più efficiente esaurire prima la graduatoria esistente e solo dopo, se necessario, bandire un nuovo concorso?
Costi, tempi e fiducia in gioco
Organizzare un concorso da zero costa decine di migliaia di euro, mentre usare una graduatoria esistente costa quasi zero. Inoltre, i tempi sono molto diversi: un nuovo concorso richiede 12-18 mesi, mentre scorrere una graduatoria permette di assumere in poche settimane. Gli uffici restano scoperti durante l’attesa, con conseguenze negative per la gestione quotidiana. La fiducia nei concorsi pubblici, però, si indebolisce quando si assiste a questa inversione di rotta. Molti idonei, che avevano già superato le prove, vedono i loro sforzi vanificati.
La vicenda non è solo calabrese, ma tocca temi nazionali: soldi pubblici, tempi della sanità e fiducia nei concorsi. Le graduatorie non sono liste da dimenticare in un cassetto, ma risorse già pagate dai cittadini. Il rispetto del merito e dell’efficienza deve essere una priorità. Il Comitato chiede alla Regione Calabria e ad Azienda Zero di tornare sui propri passi e di rispettare l’accordo iniziale. Sarebbe un segnale importante non solo per la Calabria, ma per tutta la Pubblica Amministrazione italiana.
