Landini critica flat tax per i giovani: “è una presa per il c…”
Landini critica la flat tax per i giovani, sostenendo che non è progressiva e danneggia i più vulnerabili.

Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha espresso un netto dissenso nei confronti della proposta di una “flat tax” per i giovani avanzata dal ministro dell’Economia Giorgetti. Durante un intervento a margine della festa di AVS ‘Terra!’ a Roma, Landini ha definito l’idea come “una presa per il c…” e ha sottolineato come il sistema fiscale italiano debba rimanere progressivo, in linea con i principi della Costituzione. “Ognuno deve pagare in base a quello che prende e a quello che ha”, ha ribadito, sottolineando che la flat tax non rispetta questa logica.
La flat tax non è progressiva
Landini ha criticato la proposta di Giorgetti, sostenendo che non rispetta i principi di equità e giustizia sociale. “Nel nostro paese il fisco deve essere progressivo”, ha affermato, aggiungendo che la flat tax potrebbe portare a una forma di tassazione che penalizza i più vulnerabili. Il governo Meloni, pur promuovendo la flat tax per le partite Iva, non tiene conto delle altre tutele e diritti che dovrebbero essere garantiti. Il sindacalista ha anche sottolineato come il sistema attuale non tenga conto delle reali condizioni economiche dei cittadini.
Studenti in presidio per condizioni di scuola
A Roma, studenti e rappresentanti delle scuole si sono dati appuntamento davanti al ministero dell’Istruzione per protestare contro le condizioni di lavoro e di studio. La Rete degli Studenti Medi, coordinata da Angela Verdecchia, ha denunciato l’assenteismo del governo nei confronti degli studenti e ha chiesto un confronto diretto. “Non si può riformare la scuola senza parlare con chi la vive”, ha sottolineato Verdecchia, che ha anche criticato le politiche del governo, come il voto in condotta e la mancanza di investimenti in infrastrutture scolastiche.
La protesta ha visto studenti di diverse regioni, tra cui il Mezzogiorno, denunciare le condizioni di aule roventi e l’assenza di climatizzatori. Chi studia e lavora a scuola deve poterlo fare sentendosi al sicuro, ha detto Verdecchia, ricordando che i giovani vengono spesso usati come capri espiatori, ma non coinvolgono nella decisione. La Rete ha anche chiesto un ripensamento della didattica, che, secondo loro, è troppo legata a un’impostazione frontale e nozionistica.
La protesta ha anche riguardato la crisi abitativa e l’accesso all’università, con Verdecchia che ha sottolineato come la precarietà strutturale degli edifici scolastici sia un problema urgente. “Se devo indicare una priorità, mi viene in mente la precarietà strutturale degli edifici scolastici”, ha detto, aggiungendo che il problema si ripresenta sia d’estate che d’inverno. La Rete ha anche sostenuto Spin Time Labs, uno spazio che promuove un modo diverso di concepire l’abitare, a misura di giovani.
La protesta, tuttavia, va oltre i cancelli delle scuole. La Rete degli Studenti Medi ha anche lanciato una raccolta firme per un referendum che mira ad abolire le restrizioni all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane. La nostra non è una generazione indifferente come la si vuole dipingere, ha concluso Verdecchia, sottolineando che i giovani vengono spesso marginalizzati quando non servono a dare una colpa. “Se c’è bisogno di un capro espiatorio, allora siamo sempre noi al centro della polemica”, ha detto, con un tono di protesta e di rifiuto delle politiche che non ascoltano le esigenze reali dei giovani.
