La Serbia concede onori militari a Mladic, ma Belgrado rimprovera l’Aja
La Serbia concede onori a Mladic, ma Belgrado rimprovera l’Aja per la morte del generale

La Serbia ha annunciato funerali con «tutti gli onori militari e di Stato a cui ha diritto» per il generale Ratko Mladic, morto all’Aja dopo aver scontato un ergastolo per genocidio e crimini di guerra. Il governo serbo, che aveva chiesto di portare il generale in patria nelle ultime settimane di vita, ora si prepara a dare l’ultimo saluto al «macellaio dei Balcani», come lo definì la stampa serba. La rabbia di Belgrado si è scatenata contro l’Aja, accusando il Tribunale penale internazionale di non aver permesso al generale di morire in Serbia, dove ha vissuto e combattuto.
La morte di Mladic e la sua condanna
Mladic, morto giovedì all’età di 84 anni, era stato il comandante delle forze serbo-bosniache che assediarono Sarajevo per quasi quattro anni e scatenarono la campagna militare che culminò nel massacro di Srebrenica, dove oltre 8mila musulmani bosniaci furono uccisi. Gravemente malato da mesi, il generale aveva scontato l’ergastolo inflittogli dal Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia. Il suo decesso all’Aja ha suscitato reazioni forti in Serbia, dove il presidente Aleksandar Vučić aveva espresso preoccupazione per le sue condizioni di salute e aveva chiesto di permettergli di trascorrere i suoi ultimi giorni in patria.
La richiesta serba e la reazione dell’Aja
Il presidente Vučić aveva lanciato l’allarme sulle condizioni critiche di Mladic, sottolineando che il generale era in punto di morte e che avrebbe potuto essere portato in Serbia per morire dove aveva vissuto e combattuto. «Non capisco questi principi. Non c’entrano i loro verdetti o quello che la gente pensa del generale Mladić. Hanno a che fare solo con l’atteggiamento di uomini verso una persona», aveva detto Vučić, esprimendo la sua rabbia contro l’Aja. La richiesta serba non è stata accettata, e Mladic è morto all’estero, pur avendo scontato la pena per i suoi crimi.
La Serbia, tuttavia, ha deciso di onorare Mladic con funerali militari, nonostante le sue azioni durante la guerra. Il ministro della Giustizia Nenad Vujic ha confermato che la famiglia e il governo sono in attesa di istruzioni dal Meccanismo, l’istituzione che ha sostituito il Tribunale dell’Aja per l’ex Jugoslavia. Una volta rientrata in Serbia, la salma del generale sarà accompagnata da cerimonie ufficiali, un atto che potrebbe mettere a rischio i rapporti tra Belgrado e l’Unione europea.
Un simbolo di tensioni e di memoria
La morte di Mladic e la sua sepoltura in Serbia rappresentano un simbolo di tensioni tra il paese e l’Aja, nonché un momento di riflessione sulla memoria della guerra nei Balcani. La Serbia, pur riconoscendo i crimini del generale, ha scelto di onorarlo, un atteggiamento che ha suscitato dibattiti e polemiche. La scelta di dare onori militari a un uomo accusato di genocidio e crimini di guerra ha suscitato reazioni contrastanti, ma il governo serbo ha sottolineato che la decisione è stata presa in base ai diritti del generale, nonostante le sue azioni passate.
La Serbia, con i suoi funerali per Mladic, ha messo in luce una complessità politica e morale, in cui il passato e il presente si intrecciano. La morte del generale, avvenuta all’estero, ha reso ancora più evidente le tensioni tra il paese e l’Aja, ma anche la volontà di onorare un uomo, nonostante le sue responsabilità. La decisione di dare onori militari a Mladic rimane un tema di dibattito, ma il governo serbo ha espresso la sua posizione con fermezza.
