Delfin in crisi: i fratelli Del Vecchio chiedono 500 milioni per il mancato acquisto delle quote

I fratelli Del Vecchio chiedono 500 milioni a Leonardo Maria per il mancato acquisto delle quote in Delfin. La situazione resta in sospeso.

I fratelli Del Vecchio chiedono 500 milioni a Leonardo Maria per il mancato acquisto delle quote in Delfin. La governance resta in sospeso
I fratelli Del Vecchio chiedono 500 milioni a Leonardo Maria per il mancato acquisto delle quote in Delfin. La governance resta in sospeso

Non c’è pace in Delfin, la società di EssilorLuxottica, dove i soci si trovano in un clima di tensione e incertezza. I due fratelli Luca e Paola Del Vecchio hanno chiesto a Leonardo Maria Del Vecchio 500 milioni di euro per il mancato acquisto delle quote che detenevano. L’operazione, che avrebbe portato il figlio del fondatore di Luxottica a ottenere il 25% in più delle quote, non è andata in porto per mancanza di finanziamenti da parte delle banche. La situazione si complica ulteriormente con l’attivazione di una clausola contrattuale che prevede una penale da 500 milioni in caso di mancato accordo.

La prelazione e la penale

I due fratelli avevano dato una prelazione al fratello per acquistare le loro quote in Delfin, la cassaforte di EssilorLuxottica. Tuttavia, il maxi prestito chiesto alle banche per ottenere il 25% in più non è stato approvato. Le banche hanno rifiutato la richiesta perché Leonardo Maria non aveva le garanzie necessarie. Adesso, i fratelli chiedono al fratello di versare la penale prevista in caso di mancato accordo, si tratta di ben 500 milioni. Una lettera è già pronta per invitare Leonardo Maria a rispettare il contratto e quindi pagare 250 milioni a testa ai due fratelli venditori. Intanto, martedì 22 settembre, un giudice del Lussemburgo si esprimerà sulla richiesta di prorogare per altri sei mesi i tempi per la prelazione sulle quote di Leonardo Maria, Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico.

La governance di Delfin resta in alto mare, non c’è accordo tra i soci.

Le opzioni di accordo

Secondo fonti vicine a Leonardo Maria, c’è la possibilità di arrivare a un arbitrato per trovare un accordo. Lmdv potrebbe offrire di avvicinarsi alle richieste dei due fratelli per una modifica dello statuto, una volontà condivisa anche da Clemente e Rocco Basilico. I tre fratelli avevano fatto domanda di trasferire la quota del 12,5% in veicoli societari personali, come già ottenuto ad agosto da Luca e Paola. La situazione è ulteriormente complessa dal fatto che i due fratelli, Luca e Paola, hanno accettato il testamento con beneficio d’inventario, che permette loro di tenere separato il proprio patrimonio da quello del defunto e di rispondere dei debiti ereditari solo nei limiti del valore dei beni ricevuti.

I fratelli Del Vecchio chiedono 500 milioni a Leonardo Maria per il mancato acquisto delle quote in Delfin. La governance resta in sospeso, immagine di approfondimento

Nonostante le tensioni, si cerca una via d’uscita.

Lmdv ha già un indebitamento personale di 1,3 miliardi, causato dai 650 milioni erogati da Unicredit, 350 milioni da Indosuez (Crédit Agricole), 110 milioni da Alba Leasing e 120 milioni di crediti di firma. A questo si aggiungono altri 200 milioni sottoscritti con una società di private debt. La prima rata sarebbe scaduta a inizio settembre, ma un allungamento dei tempi sarebbe stato ottenuto accettando condizioni più onerose per gli interessi.