Leonardo Del Vecchio e il debito da 1,3 miliardi: le dimissioni e il rischio per Mps

Leonardo Del Vecchio, debito da 1,3 miliardi e azioni non produttive, dimissioni e impatto su Mps.

Leonardo Del Vecchio, azionista di Mps, con debito da 1,3 miliardi e azioni non produttive, dimissioni e tensioni familiari
Leonardo Del Vecchio, azionista di Mps, con debito da 1,3 miliardi e azioni non produttive, dimissioni e tensioni familiari

Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del patriarca Leonardo da EssilorLuxottica, ha annunciato le dimissioni da tutti gli incarichi operativi in EssilorLuxottica. L’evento segna un punto di non ritorno nella complessa successione del gruppo familiare, che ha visto il decesso del fondatore quattro anni fa. Le dimissioni, motivate ufficialmente per evitare conflitti d’interesse tra ruolo di azionista e manager, celano una profonda spaccatura con Francesco Milleri, presidente e AD di Essilux. Il quadro finanziario di Lmdv è in bilico: un debito stimato a 1,3 miliardi di euro e un pacchetto in Delfin valutato circa 5 miliardi, ma non produttivo per mancanza di dividendi.

Un debito che pesa e un tesoretto bloccato

Leonardo Maria Del Vecchio, pur possedendo un pacchetto in Delfin valutato circa 5 miliardi di euro, non riesce a generare dividendi. Tre soci su otto, tra cui i fratelli Luca, Clemente e Paola, hanno bloccato la distribuzione degli utili da due anni. Senza cedole, Lmdv fatica a ripagare gli interessi sul debito e deve affrontare scadenze imminenti, tra cui sanzioni e penali da 500 milioni per il mancato acquisto delle quote dei fratelli Luca e Paola. Per risolvere la situazione, Lmdv, insieme a Luca, Paola, Clemente e a Rocco Basilico, vorrebbe trasferire il suo 12,5% di Delfin in una società personale, il cui statuto prevederebbe la possibilità di dare le azioni in garanzia alle banche in cambio di prestiti.

La governance di Delfin e il rischio per Mps

Delfin non è una semplice holding di famiglia, ma il fulcro dei grandi equilibri della finanza italiana. Controlla il 32% di EssilorLuxottica, il 2,7% di UniCredit e è il primo azionista di Mps con il 17,5%. Il gruppo è anche il secondo socio di Generali, con oltre il 10%. La governance di Delfin, fino ad oggi guidata da un consiglio di amministrazione blindato voluto dal fondatore, ha visto l’incrinarsi dell’asse tra Lmdv e Francesco Milleri, a causa del blocco dell’eredità da parte dei fratelli dissidenti. La situazione finanziaria di Lmdv, con un debito da 1,3 miliardi e un tesoretto bloccato, rappresenta un rischio non trascurabile per l’intero sistema bancario italiano.

Nel frattempo, la board di Delfin si è affidata alla banca d’affari Lazard per valutare le prossime mosse sulle scacchiere bancarie più calde, tra cui le decisioni sull’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps e le manovre di Luigi Lovaglio su Banco BPM e Banca Generali. La governance di Delfin, se non riuscirà a trovare una soluzione, potrebbe generare ulteriori tensioni, con conseguenze dirette su Mps e su altre istituzioni finanziarie chiave del Paese.

La spaccatura tra Lmdv e Milleri ha reso più complessa la gestione del gruppo, con un’incertezza che potrebbe influenzare le decisioni strategiche. La famiglia Del Vecchio, con un patrimonio stimato in 5 miliardi di euro, si trova in una situazione finanziaria delicata, con scadenze imminenti e un’incertezza sul futuro delle sue azioni. La situazione potrebbe avere ripercussioni non solo all’interno del gruppo, ma anche sul mercato finanziario italiano.

La governance di Delfin, se non riuscirà a trovare una soluzione, potrebbe generare ulteriori tensioni, con conseguenze dirette su Mps e su altre istituzioni finanziarie chiave del Paese. La situazione finanziaria di Lmdv, con un debito da 1,3 miliardi e un tesoretto bloccato, rappresenta un rischio non trascurabile per l’intero sistema bancario italiano.