Debito italiano supera i 3.200 miliardi, cresce la quota in mano agli stranieri
Debito italiano supera i 3.200 miliardi, cresce la quota in mano agli stranieri

A giugno 2026 il debito pubblico italiano ha superato la soglia dei 3.200 miliardi di euro, registrando un aumento di 26,2 miliardi in un solo mese. Il dato, reso noto dalla Banca d’Italia, segna un ulteriore incremento del passivo nazionale, che si colloca in un contesto di incertezze monetarie e geopolitiche. La quota del debito in mano agli stranieri è salita al 35,9%, mentre quella della Banca d’Italia è scesa al 16,7%. L’Italia, in un momento di tensioni economiche, si trova a fronteggiare una crescita del debito che si accompagna a una riduzione del controllo nazionale sui titoli.
Un aumento del debito alimentato da fattori contabili e scelte di gestione
L’aumento del debito pubblico nel sesto mese dell’anno è il risultato di una combinazione di fattori contabili e scelte di gestione della liquidità. Il ministero dell’Economia ha preferito mantenere un cuscinetto cospicuo per fronteggiare le scadenze, in un periodo segnato da incertezze sui tassi e sul fronte geopolitico. A spingere in alto il fardello nazionale ha contribuito il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche per 13,3 miliardi. A questo dato si somma la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, aumentate di 9,8 miliardi per attestarsi a 61,7 miliardi.
Un impatto ulteriore per 3,1 miliardi deriva dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione, dalla rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e dai tassi di cambio. La scomposizione per sottosettori evidenzia una dinamica concentrata nel nucleo dello Stato. L’aumento è imputabile alle Amministrazioni centrali con un aggravio di 26,9 miliardi, bilanciato in minima parte dalla flessione del passivo delle Amministrazioni locali per 0,7 miliardi.
Un’evoluzione del dettaglio: stranieri e residenti
Nello stesso frangente, la quota in mano agli altri residenti, che include famiglie e imprese, registra una lieve flessione scendendo al 14,5% dal 14,7% di aprile. I fondi internazionali tornano a guardare con interesse alla carta italiana, attratti da un premio al rischio remunerativo. La quota del debito in pancia alla Banca d’Italia continua la sua discesa, scivolando al 16,7% rispetto al 17,2% di maggio.
Questo arretramento, si fa notare, è la conseguenza del restringimento del bilancio avviato dall’Eurotower. A fare da contraltare a questo disimpegno è il ritorno degli investitori esteri. I dati aggiornati al quinto mese dell’anno mostrano un incremento della fetta detenuta dai non residenti, salita al 35,9% dal 35,7 del periodo antecedente. La traiettoria del passivo nazionale disegna una parabola in netta ascesa. L’incremento registrato nel sesto mese dell’anno risulta dalla combinazione di fattori contabili e scelte di gestione della liquidità. L’Italia si trova sotto la lente della Commissione Europea con la procedura per deficit eccessivo. E le prossime aste rappresenteranno il banco di prova decisivo per testare la fiducia globale intorno al Paese.
Il quadro tracciato da Via Nazionale si completa con le entrate tributarie. A giugno gli incassi erariali si sono fermati a 43,2 miliardi, segnando una flessione dell’1,3% rispetto al medesimo mese del 2025. Un dato in calo che non intacca la performance del semestre. Tra gennaio e giugno del 2026 le entrate hanno raggiunto i 261,0 miliardi, con un progresso dell’1,4% equivalente a 3,6 miliardi in più nel confronto con i primi sei mesi dell’anno passato.
