Un uomo ubriaco picchia un uomo in sedia a rotelle: «Non è la prima volta»
Un uomo ubriaco picchia un uomo in sedia a rotelle, con segnalazioni di aggressioni ripetute e preoccupazioni per la salute mentale.

Un uomo ubriaco ha picchiato un uomo in sedia a rotelle al centro di Sacile, in provincia di Pordenone, un episodio che ha suscitato preoccupazione per la sua ripetitività. L’episodio, avvenuto alle 4 del pomeriggio, è stato segnalato alla polizia locale da un uomo in sedia a rotelle, che ha espresso la sua preoccupazione per la situazione. L’uomo, che si chiama Mario, non è nuovo a simili aggressioni, e le testimonianze raccolte indicano che l’alcol ha su di lui un effetto di scatenare una rabbia irragionevole. La situazione, che ha coinvolto diverse persone del quartiere, ha suscitato dibattito e preoccupazione per la sua evoluzione.
Un problema di salute mentale e di alcolismo
Secondo Monia Sacilotto, presidente dell’Acat del Livenza, il caso di Mario potrebbe essere legato a problemi di salute mentale e a un uso eccessivo di alcol. «Spesso, dietro situazioni di questo tipo, vi è anche la scarsa aderenza alle cure e non sempre la famiglia riesce a far fronte alla situazione», ha spiegato Sacilotto. L’uomo, che ha intorno ai 70 anni, ha cambiato strada dopo la scoperta di problemi di salute che gli impediscono di frequentare la montagna, il suo “buen retiro” naturale. Da allora, l’alcol è diventato una via di fuga, accompagnato da sintomi di disagio mentale.
Le aggressioni ripetute e le minacce di morte sono diventate una realtà quotidiana. L’uomo, noto per il suo comportamento aggressivo, ha attaccato briga e proferito minacce, talvolta molto pesanti, a volte anche di morte. La comunità locale, composta da gestori di bar e residenti, ha espresso preoccupazione per la situazione. «Nessuno si vuole esporre in prima persona, la situazione è delicata», ha detto un gestore di un bar del centro.
La comunità chiede intervento
La situazione, però, non è solo un problema individuale. L’Acat del Livenza ha rafforzato la sua presenza in rete, perché oggi le categorie che stanno aumentando per casi di alcolismo sono donne e giovani, «anche ragazzine appena maggiorenni». «L’altro giorno al bar ho visto una ventenne che andava avanti a shottini», ha concluso Sacilotto. «Erano le 4 del pomeriggio. L’alcol è una moda per loro, ma sotto c’è sempre del disagio». Le segnalazioni non mancano, ma nessuno ha finora sporto denuncia contro di lui. «Paradossalmente, però, in questo modo non solo non lo si aiuta, ma si complicano le cose», ha affermato Sacilotto. L’Acat del Livenza, che dà sostegno a 16 famiglie solo nel Dispensario di Sacile, ha anche esteso la sua attività attraverso i club locali, raggiungendo un totale di 42 famiglie nella zona. «Sembrerebbero tante, ma sono poche. Il problema è molto più consistente», ha sottolineato Sacilotto.
La comunità, composta da gestori di bar e residenti, ha espresso preoccupazione per la situazione. «Entrava già ubriaco e si metteva a gridare, offendendo chiunque gli si parasse davanti. L’alcol poi lo rende anche aggressivo, per cui ad un certo punto è stato necessario vietargli l’ingresso. Va detto che, per fortuna, le rare volte che tenta di entrare, basta indicargli il divieto e lui se ne va», ha aggiunto un gestore.
