Nuovo mercato coperto di Ballarò, il Comune di Palermo sospende il bando. I commercianti sul piede di guerra

Il Comune di Palermo sospende il bando per il nuovo mercato coperto di Ballarò, mentre i commercianti si oppongono al cambio di sede. I commercianti temono di essere spostati.

Commercianti di Ballarò protestano contro la sospensione del bando per il nuovo mercato coperto, temendo di essere spostati
Commercianti di Ballarò protestano contro la sospensione del bando per il nuovo mercato coperto, temendo di essere spostati

Il Comune di Palermo ha sospeso il bando per l’assegnazione degli stalli del nuovo mercato coperto di Ballarò, dopo un lungo dibattito tra amministrazione e opposizione. I commercianti, che da anni stanziano in piazza del Carmine, si trovano sul piede di guerra, con dichiarazioni forti e rifiuto di lasciare il loro posto. La sospensione, annunciata il 10 agosto, ha suscitato reazioni forti da parte dei commercianti, che accusano l’amministrazione di non aver rispettato i loro diritti e di aver abbandonato il progetto per il quale avevano contato.

Un progetto in sospeso da anni

Il mercato coperto di Ballarò era stato ideato come un progetto di sanatoria per regolarizzare le attività ambulanti, che da sempre stanziano in piazza del Carmine. Il progetto, iniziato con la giunta Orlando, aveva l’obiettivo di salvaguardare i mercati storici della città e di promuovere la rigenerazione economica. Tuttavia, il progetto è rimasto fermo per anni, con modifiche e delibere che hanno spostato il focus da una regolarizzazione a una completa riconversione del mercato. L’ultima versione del bando, pubblicato il 20 luglio, ha introdotto criteri molto stringenti, che hanno suscitato forti critiche da parte dell’opposizione.

Un bando in contrasto con le normative

La sospensione del bando è avvenuta a causa di un conflitto tra l’amministrazione e l’opposizione riguardo all’applicazione delle normative regionali e nazionali. Il dirigente comunale ha chiesto un parere all’avvocatura per chiarire se le normative regionali (L.R. 18/1995) o quelle nazionali (L. 214/2023) dovessero prevalere. La risposta è stata chiara: le normative nazionali e europee prevale, e il bando non può essere applicato come previsto. L’opposizione ha sottolineato che il bando non rispetta i criteri per la regolarizzazione degli operatori storici e che non è stato utilizzato il fondo previsto per accompagnare i commercianti nel percorso di apertura della partita iva.

“Non si è fatto vedere nessuno per spiegarci cosa fare, i politici vengono solo per fare propaganda, si fanno le foto, promesse e poi spariscono”, ha detto Anna, che insieme al marito gestisce una pescheria da 30 anni. I commercianti, che non conoscono quasi nulla del bando, si sentono abbandonati e non hanno ricevuto alcuna spiegazione su come procedere. Molti di loro temono di essere spostati e non vedono alcun futuro nel nuovo mercato.

Un fallimento politico

La sospensione del bando ha suscitato reazioni forti da parte dei consiglieri comunali della I circoscrizione, Massimo Castiglia e Fabrizio Brancato, che hanno definito il progetto un fallimento politico. “La sentenza è scritta: la Giunta Lagalla chiuderà i suoi 5 anni di governo senza essere riuscita ad assegnare neanche un singolo stallo”, hanno commentato. L’opposizione ha anche accusato l’amministrazione di aver azzerato il dialogo con il territorio negli ultimi anni, trasformando il mercato in un’area per il commercio all’ingrosso e presentando un bando illegittimo. I commercianti, che hanno costruito l’identità del mercato, temono di essere esclusi da un progetto che non rispetta le loro esigenze.

La situazione è tesa e i commercianti si preparano a una battaglia. “Da 60 anni sono qui, e lei pensa che dopo tutto questo tempo mi sposterò? Solo dentro u’ tabbutu (bara, ndr), non mi muoverò mai da qui”, ha detto Rosario, un venditore ortofrutticolo. Molti di loro non vedono alcuna via d’uscita e temono che il mercato, che ha visto la sua nascita e crescita, possa essere distrutto senza alcun rispetto per chi lo ha costruito. La sospensione del bando non è solo un problema amministrativo, ma un simbolo di una politica che non ascolta le esigenze del territorio.