Delfino morto esibito come trofeo da migranti a Ceuta, denuncia e petizione per accertare responsabilità

Delfino morto esibito come trofeo da migranti a Ceuta, denuncia e petizione per accertare responsabilità

Migranti esibiscono delfino morto come trofeo sulla spiaggia di Ceuta, denuncia e petizione per accertare responsabilità
Migranti esibiscono delfino morto come trofeo sulla spiaggia di Ceuta, denuncia e petizione per accertare responsabilità

Il 2 settembre 2026, sulla spiaggia di Ceuta, un video è diventato virale per il suo contenuto choc: un gruppo di migranti esibisce un cucciolo di delfino morto come se fosse un trofeo. L’immagine, diffusa sui social media, ha suscitato indignazione e ha portato a una denuncia formale da parte dell’associazione ambientalista Daubma alla Guardia Civil. L’episodio, che ha suscitato reazioni forti, ha anche dato vita a una petizione su Change.org per chiedere al governo dell’exclave spagnola di accertare le responsabilità e garantire una protezione adeguata a questa specie protetta. Chi, cosa, quando, dove e perché? La vicenda si svolge a Ceuta, in un contesto di forte presenza migratoria, e riguarda un atto di maltrattamento grave e illegale.

Un atto di crudeltà e violenza

Le immagini mostrano i responsabili che sollevano e mostrano il corpo senza vita del cucciolo di delfino come se fosse un trofeo. In uno dei video, un uomo con gilet ad alta visibilità sembra ispezionare l’esemplare arenato, mentre un altro migrante solleva l’animale e lo mostra alle altre persone in spiaggia, ignorando le avvertenze dell’uomo in gilet. Questo comportamento ha violato le norme di sicurezza e di rispetto per la fauna selvatica. Secondo alcuni media locali, il cucciolo sarebbe stato visto nelle acque basse, raggiunto e ucciso a bastonate. In un altro video, una persona solleva il corpo del delfino sopra la testa e sparisce dietro alcuni scogli. Non è ancora chiaro se le due clip siano state girate nella stessa giornata.

Leggi protettive e reazioni istituzionali

I delfini sono specie rigorosamente protetta dalle leggi spagnole ed europee, e maltrattarli costituisce un grave reato penale. L’associazione Daubma ha presentato una denuncia formale alla Guardia Civil, chiedendo di accertare le responsabilità e di garantire una protezione adeguata a questa specie. La violenza e la mancanza di rispetto per la vita animale non possono essere tollerate. L’atto di crudeltà eccessiva e ingiustificabile non può restare impunito, come sottolineato in una nota diffusa. La petizione su Change.org, lanciata in seguito, chiede al governo di intervenire per risalire ai responsabili e garantire una risposta legale.

Il giorno successivo, giovedì 3 settembre 2026, è stato denunciato un secondo episodio, sempre a Ceuta. Un migrante è stato ripreso mentre trasportava un uccello con le zampe legate da fascette, per impedirgli di fuggire. Un residente avrebbe chiesto all’uomo di liberare l’animale, ma il soggetto è riuscito a fuggire senza essere identificato né arrestato. Questi episodi, pur diversi tra loro, riflettono un contesto di tensione e di violenza nei confronti degli animali, che ha suscitato preoccupazioni e reazioni da parte delle istituzioni e delle associazioni ambientaliste.

La vicenda ha suscitato reazioni forti e ha portato a una serie di azioni legali e di sensibilizzazione. L’atto di esibire un animale morto come trofeo non solo viola le leggi protettive, ma rappresenta anche un atto di disprezzo nei confronti della natura e della vita. La denuncia e la petizione sono solo due degli strumenti messi in campo per far luce su un fenomeno che non può essere ignorato.