Ceuta, Sánchez accusa reti esterne di diffondere notizie false su migranti
Sánchez accusa reti esterne di diffondere notizie false su migranti, sottolineando la tensione e la solidarietà europea.

Il governo spagnolo, guidato da Pedro Sánchez, ha accusato reti sociali «collegate alla Russia e a Israele, e a una internazionale dell’estrema destra» di aver diffuso una «notizia falsa» che ha alimentato la crisi migratoria a Ceuta. La situazione, che si è intensificata un mese dopo l’entrata illegale di 80mila persone in poche ore dalla frontiera con il Marocco, ha messo in evidenza le tensioni interne e le pressioni esterne su un governo in coalizione. Sánchez ha sottolineato come la questione migratoria sia usata non solo per attaccare la Spagna, ma anche l’Europa, come strumento di pressione da parte di regimi di ogni orientamento.
La città di Ceuta, exclave spagnola di poco più di 18 km quadrati, è diventata una «pentola a pressione», con manifestazioni di protesta e una tensione che mette a rischio la convivenza tra la comunità cristiana, leggermente maggioritaria, e quella musulmana. La crisi, che ha visto centinaia di migranti dormire in strada e la polizia dover sparare in aria per frenare gli scontri, ha visto il governo spagnolo cercare di trovare una soluzione con il Marocco, con cui dovrà gestire i rimpatri delle circa 5mila persone rimaste a Ceuta, tra cui 1.200 minori non accompagnati.
La solidarietà europea e le accuse a Meloni
Sánchez ha sottolineato l’importanza della solidarietà europea, richiamando l’esempio di Lampedusa, in Groenlandia, a Ceuta o alle Canarie. «L’Europa deve essere solidale», ha detto, criticando il modello di gestione migratoria adottato da Italia e altri paesi, che ha trasformato l’Europa in una «somma di egoismi nazionali». L’esecutivo spagnolo ha anche sottolineato come la sospensione dell’accordo di Schengen tra Italia e Spagna abbia creato ulteriore tensione, con Madrid che ha risposto prorogando i controlli per altri 15 giorni.
La crisi non è dovuta a un «travaso» di migranti, ma a un «travisamento» di una sentenza del Tribunale Supremo sui respingimenti alla frontiera.
«Tutta questa situazione mi sembra assolutamente assurda», ha detto Sánchez, mentre il governo italiano ha annunciato la proroga dei controlli. Il premier ha anche sottolineato che la crisi non è dovuta a un «travaso» di migranti, ma a un «travisamento» di una sentenza del Tribunale Supremo sui respingimenti alla frontiera. La stessa che ha alimentato la diffusione di una «notizia falsa» che ha contribuito a creare la situazione di emergenza.
Le teorie del complotto e la reazione internazionale
Le teorie del complotto, che vedono il governo spagnolo sotto accusa, persistono nonostante le indagini in corso. Sánchez ha sottolineato che il governo deve basare le proprie azioni su «certezze», non su ipotesi. Il premier ha anche puntato il dito contro l’«internazionale dell’estrema destra», che usa la questione migratoria come strumento di pressione. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha definito la situazione «menta spudorata», mentre il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha sottolineato che la Russia «non ha nulla a che fare con la crisi dei migranti a Ceuta».
La crisi di Ceuta, che ha visto migliaia di persone e centinaia di morti attraversare la frontiera, è diventata il «materiale» su cui giocare l’ennesima partita interna all’UE. La tensione tra comunità locali, la gestione dei rimpatri e la solidarietà europea rimangono i temi centrali di una situazione complessa e delicata. La visita del re Felipe VI e il piano di aiuti per 168 milioni di euro sono stati annunciati come misure per calmare gli animi e gestire l’emergenza.
