Salvatore Parolisi, 14 anni dopo l’uccisione di Melania Rea: lavoro in parrocchia, permessi premio e rapporto con la figlia

Salvatore Parolisi, 14 anni dopo l’uccisione di Melania Rea, vive in carcere e ha un rapporto con la figlia che ha cambiato cognome.

Quattordici anni dopo l’uccisione di Melania Rea, Salvatore Parolisi, l’ex marito della giovane madre di Somma Vesuviana, vive ancora in carcere. Il 19 luglio 2011, l’uomo fu arrestato dopo aver ucciso la moglie con 35 coltellate in un dolo d’impeto, durante una gita fuori porta nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella. La donna, all’epoca non aveva ancora 29 anni, era madre di Vittoria, una bambina di 18 mesi. Il corpo di Melania fu ritrovato a terra agonizzante, mentre l’arma da taglio e punta non è mai stata ritrovata. L’uomo, probabilmente di mezza età con accento teramano, chiamò anonimamente il 113 alle 14.48 da una cabina telefonica di piazzale San Francesco, permettendo il ritrovamento del cadavere.

Le condanne e i permessi premio

Parolisi fu condannato all’ergastolo in primo grado, ma la pena fu ridotta a 30 anni dalla Corte d’assise d’appello dell’Aquila. La Cassazione escluse l’aggravante della crudeltà, affidando la rivalutazione della pena ai giudici d’appello di Perugia. Nel 2016, a carico dell’uomo fu emessa una condanna definitiva a 20 anni di carcere. Nonostante le sentenze, Parolisi continua a scontare la pena in carcere, dove ha ottenuto alcuni permessi premio. Questi permessi gli permettono di svolgere attività di lavoro in parrocchia, un tentativo di reinserimento sociale.

Il rapporto con la figlia Vittoria

Vittoria, la figlia di Melania, ha scelto di cambiare il cognome del padre. Questa decisione ha suscitato dibattiti e commenti su come la ragazza abbia gestito il trauma della perdita della madre. Nonostante la distanza, il rapporto tra Parolisi e la figlia rimane un tema delicato. La ragazza, oggi adulta, ha scelto di non mantenere il cognome del padre, un gesto simbolico che riflette la sua volontà di distanziarsi dal passato.

Salvatore Parolisi, in carcere, ha ricevuto alcuni permessi premio, che gli permettono di svolgere attività di lavoro in parrocchia. Questo lavoro, pur limitato, rappresenta un’opportunità per interagire con la comunità e per cercare un senso di responsabilità. Tuttavia, il suo ruolo non è mai stato chiaro né definitivo, e la sua presenza in carcere rimane un simbolo del dolore e della violenza che ha colpito una famiglia.

La vicenda di Melania Rea è diventata un caso emblematico di femminicidio, con un impatto profondo sulla società. La sua storia è stata ripresa in una serie tv HBO, dove Maria Esposito interpreta la vittima e Daniele Rienzo è Salvatore Parolisi. La rappresentazione cinematografica ha reso visibile il lato più oscuro del rapporto tra un uomo e una donna, ma non ha mai cancellato il dolore reale che ha segnato la vita di una famiglia. Oggi, 14 anni dopo, il ricordo di Melania Rea vive ancora, mentre Salvatore Parolisi sconta la sua pena in un carcere che non è mai stato il luogo di redenzione che lui stesso aveva sperato di raggiungere.