Arvid Lindblad: la vita da pilota, le radici e lo skateboard
Arvid Lindblad racconta la sua carriera in Formula 1, le origini familiari e le passioni.

Origini e famiglia: un mix di tradizioni e opportunità
Arvid Lindblad, 19 anni, pilota della Racing Bulls, ha raccontato la sua storia familiare, che unisce tradizioni diverse e un trasferimento in Inghilterra. I nonni, originari del Punjab, si sono conosciuti a Nuova Delhi, dove studiavano Medicina. Dopo aver lavorato come medici, si sono trasferiti nel Regno Unito, a Bolton, nord-ovest di Manchester. “Sono andati lì alla ricerca di una vita migliore e perché in quel momento c’erano più opportunità — racconta — Lì non è il posto più bello del mondo, ma mi piace tornarci perché mi ricorda da dove viene la mia famiglia.” La religione fa parte della sua storia familiare, con tradizioni diverse: i nonni sono religiosi, mentre i genitori hanno una fede cattolica e una tradizione sikh e hindu.
La carriera in Formula 1: un inizio e un percorso
Lindblad ha raggiunto la Formula 1 senza fare troppo rumore, ma con una consapevolezza precisa: essere lì non era un punto d’arrivo, bensì l’inizio. A metà della sua prima stagione, il pilota ha raccolto punti in sette Gran Premi su 12, mostrando continuità e maturità a soli 19 anni. “I punti conquistati finora (è 11° nel mondiale a quota 23) sono però andati oltre le aspettazioni della vigilia: Non si può mai arrivare in Formula 1 con troppe aspettative. Sono arrivato con una mentalità aperta, anche perché quest’anno c’è stato un cambiamento regolamentare molto importante e non sapevamo cosa aspettarci — spiega — In Formula 1 non dipende solo dal pilota, la squadra è fondamentale e mi ha aiutato a entrare spesso in zona punti.”
La pressione non è mancata nel percorso che lo ha portato al Circus. “In questi 13 anni ci sono stati uno o due momenti in cui ho pensato di smettere, soprattutto nelle categorie junior. Però è rimasto sempre e soltanto un pensiero passeggero. Amo guidare e ogni volta che sono al volante, indipendentemente dal risultato, mi diverto.”
Nel paddock, Lindblad sta costruendo anche il proprio stile. La moda lo incuriosisce, ma senza voler imitare Lewis Hamilton: “Sono in un momento della mia carriera e della mia vita molto diverso dal suo — dice — La mia passione principale resta correre. La moda per me è più un passatempo quando sono a casa.” Più recente è invece la passione per lo skateboard, che gli permette di staccare completamente dalla Formula 1: “È un mondo completamente diverso e proprio per questo mi piace — Quando ho la possibilità di andare a farlo riesco davvero a spegnere il cervello e a non pensare alle corse.”
Un momento curioso della sua carriera è stato l’incontro con Norris. Nel 2021, ancora lontano dalla Formula 1, gli disse: “Lando, ricordati di me, ci vediamo tra cinque anni, sarò in Formula 1”. Oggi, la promessa è diventata realtà: “Quel momento era già diventato virale nel 2021 e lo è stato ancora di più quest’anno. Non ne abbiamo parlato molto, ma Lando mi ha mandato un messaggio quando è arrivato l’annuncio ed è sempre stato molto gentile con me.”
Ancora più stretto è il rapporto con Max Verstappen: “Quando ho una domanda o ho bisogno di un consiglio, si prende davvero del tempo per rispondermi. Non mi dà una risposta veloce, vuole capire e aiutarmi, e lo apprezzo molto.” Lindblad ha anche ricordato Lewis Hamilton, che è stato un riferimento da bambino: “Lindblad è nato nel 2007, la stagione di esordio di Lewis in F1 con la McLaren: È sempre stato molto gentile con me ed è stato bello conoscerlo. Da piccolo è stato un’ispirazione per crescere nel motorsport.” Lindblad è celiaco. “Ho scoperto questa cosa circa cinque anni fa e ho dovuto imparare a conviverci — conclude — All’inizio non è stato facile, ma con il tempo è diventato tutto più semplice. In Formula 1 sono molto fortunato, nel motorhome i cuochi preparano per me cibo davvero ottimo e hanno una parte separata della cucina per evitare qualsiasi contaminazione.”
