Autorità Trasporti multa Rfi per 1,75 milioni per il guasto a Termini del 2 ottobre 2024

Autorità Trasporti multa Rfi per 1,75 milioni per il guasto a Termini del 2 ottobre 2024

Guasto elettrico a Termini, treni in tilt, sanzione a Rfi
Guasto elettrico a Termini, treni in tilt, sanzione a Rfi

L’Autorità Trasporti ha deciso di sanzionare Rfi con 1,75 milioni di euro per il grave guasto che ha bloccato il trasporto ferroviario italiano il 2 ottobre 2024. L’incidente, causato da un danneggiamento di un cavo elettrico durante lavori di un’impresa appaltatrice, ha avuto conseguenze devastanti, con 1.165 treni coinvolti e 69.267 minuti di ritardo. L’Autorità ha ritenuto che Rfi non abbia adottato misure adeguate per garantire la funzionalità dell’infrastruttura.

Guasto elettrico a Termini, la causa e le conseguenze

L’incidente si è verificato alle 1,30 del 2 ottobre 2024, quando un’impresa appaltatrice ha danneggiato un cavo elettrico durante alcuni lavori a Termini. L’Autorità Trasporti ha individuato diversi problemi nella gestione dell’infrastruttura: il blocco della logica della cabina non venne rilevato dai tecnici, mancava un adeguato allarme sulla centralina di alimentazione a bassa tensione, e non c’era una ridondanza degli apparati logici. Questi errori hanno portato a un guasto che ha mandato in tilt il trasporto ferroviario italiano.

La negligenza di Rfi è stata riconosciuta come grave. L’Autorità ha sottolineato che non fosse imprevedibile un guasto elettrico in una rete complessa, e che servissero allarmi, procedure d’emergenza e sistemi alternativi per evitare un effetto domino. L’incidente ha causato un caos che ha coinvolto 1.165 treni, generando un totale di 69.267 minuti di ritardo, con 59 minuti di ritardo medio.

La posizione di Rfi e le contestazioni dell’Autorità

Rfi, società del Gruppo Fs che gestisce la rete nazionale, ha respinto le accuse dell’Autorità Trasporti, affermando che l’evento va qualificato come un mero guasto, non una negligenza. Secondo Rfi, l’errore è stato causato da un’azione non prevedibile e che è stato gestito con interventi che hanno consentito il ripristino graduale dell’infrastruttura. Tuttavia, l’Autorità ha ritenuto che non fosse imprevedibile un guasto elettrico in una rete complessa, e che servissero allarmi, procedure d’emergenza e sistemi alternativi per evitare un effetto domino. La sanzione è stata ridotta in considerazione delle azioni successive. La delibera dell’Autorità ha ridotto la sanzione massima di 2 milioni di euro di 250mila euro, in considerazione delle condotte poste in essere successivamente alla violazione. L’Autorità ha parlato di «negligenza grave» e ha sottolineato che Rfi non ha adottato misure adeguate per garantire l’accessibilità e la funzionalità dell’infrastruttura.

Alle 6.20 si spensero gli impianti di segnalamento di Roma Termini e Roma Tiburtina, proprio mentre cominciava una delle fasce più delicate per il traffico pendolare. Sono stati emessi 680 provvedimenti di soppressione, di cui 476 totali e 204 parziali, e 31 di deviazione. Alle 8.50 furono rialimentati e riconnessi gli impianti di Termini e Tiburtina, e alle 9.15 venne ristabilita la piena funzionalità, anche se i contraccolpi sulla circolazione proseguirono fino al pomeriggio. Rfi dovrà pagare la multa entro trenta giorni e potrebbe presentare ricorso al Tar del Piemonte entro sessanta giorni o ricorso straordinario entro 120 giorni. L’Autorità ha rilevato anche la disapplicazione di una specifica interna di Rfi relativa alla trasmissione degli allarmi sui malfunzionamenti dell’alimentazione.