Il “Sistema Sorrento” si fa sentire: 13 persone rischiano il processo per tangenti e corruzione

13 persone sono state accusate di essere complici del sistema di corruzione a Sorrento, tra imprenditori e funzionari comunali.

Un gruppo di 13 persone, tra imprenditori e funzionari comunali, è accusato di essere complici del sistema di corruzione a Sorrento
Un gruppo di 13 persone, tra imprenditori e funzionari comunali, è accusato di essere complici del sistema di corruzione a Sorrento

Un sistema di corruzione che ha coinvolto imprenditori e funzionari

Il “Sistema Sorrento”, un network di tangenti e corruzione che ha interessato diversi settori locali, ha portato all’indagine di 13 persone, tra imprenditori e funzionari comunali. L’udienza preliminare è fissata per il 29 ottobre, quando il Gup di Torre Annunziata Riccardo Sena deciderà se procedere con il processo. Tra i nomi coinvolti c’è anche il patron di Kidea, Raffaele Guarino, e due funzionari del Comune, Filippo Di Martino e Luigi Desiderio. Tutti sono accusati di essere complici dell’ex sindaco Massimo Coppola e del suo fedele Raffaele Guida, detto “Lello il Sensitivo”, nel gestione degli appalti. La procura ha indicato che i 13 imputati sono gregari del sistema, con ruoli diversi ma connessi al controllo degli appalti.

Un’inchiesta che ha coinvolto anche l’architetto e l’ingegnere

L’inchiesta ha visto l’interessamento di diversi professionisti, tra cui l’architetto Vincenzo Rescigno e l’ingegnere Graziano Maresca dell’Utc. L’architetto è stato coinvolto in un incontro in cui Raffaele Guarino, all’epoca patron di Kidea, ha intermediato una mazzetta con l’imprenditore Alessandro Di Domenico. Quest’ultimo avrebbe ricevuto il 6% sull’importo dei lavori di manutenzione delle strade comunali. L’ingegnere Maresca, invece, è stato coinvolto nell’appalto di riqualificazione dell’ex eliporto Le Tore, ma il pm ha disposto uno stralcio, preludio di una richiesta di archiviazione.

La mazzetta più corposa è stata quella di 60.000 euro che Mario Parlato avrebbe dato a Guida, il 7% di un appalto. L’inchiesta ha anche visto l’interessamento di nuove forze, come la Finanza di Massa Lubrense, guidata dal capitano Francesco Tartaglione, che ha portato a nuove indagini. Il capitano, che ha lasciato il posto al capitano Chiara Mangifesta il 7 settembre, ha condotto indagini che hanno portato a nuove scoperte. L’ultima informativa delle Fiamme Gialle è del 16 giugno scorso.

Tra i nomi coinvolti c’è anche l’ex consigliere comunale Vincenzo Sorrentino, braccio destro di Coppola, e Gennaro “Ze Ze” Esposito, ritenuto “co-gestore” dell’associazione “La Fenice”. Quest’ultima era utilizzata come bancomat per l’ex sindaco, che ne ha usato i conti per vacanze e acquisti di lusso. L’associazione è stata anche utilizzata per gestire rapporti con la politica locale e per affari. Il sistema ha trasformato il Comune di Sorrento in una “Fabbrica delle Tangenti”, con il controllo totale dell’ex sindaco. L’inchiesta ha coinvolto anche imprenditori come Mario Parlato, Luigi Todisco, Michele Zambelli, Lugi Di Palo e i cugini Aniello Vanacore. Tra i fatti emersi c’è la mazzetta di 60.000 euro che Mario Parlato avrebbe dato a Guida, il 7% di un appalto. L’ex sindaco, però, avrebbe avuto il controllo totale del sistema, trasformando il Comune di Sorrento in una “Fabbrica delle Tangenti”.

  • 13 persone sono state accusate di essere complici del sistema di corruzione a Sorrento
  • Il patron di Kidea e due funzionari del Comune sono tra i nomi coinvolti
  • L’inchiesta ha visto l’interessamento di nuove forze, come la Finanza di Massa Lubrense