Il ritorno dell’Italbasket dopo 32 anni: sfide e speranze ai Mondiali di Berlino
L’Italbasket torna ai Mondiali dopo 32 anni, sfide Usa e Cina, Italia in girone D a Berlino.

L’Italbasket torna ai Mondiali dopo 32 anni di assenza, con la squadra azzurra in campo a Berlino dal 4 al 13 settembre 2026. La partecipazione al torneo mondiale, che si svolgerà in Germania, rappresenta un momento di riscatto per una nazionale che ha vinto il bronzo agli Europei 2025, interrompendo un digiuno continentale di trent’anni. La squadra, guidata da coach Andrea Capobianco, affronta un girone non facile, con la Cina e gli Stati Uniti, ma si presenta con fiducia e numeri concreti.
Un girone non facile, ma non impossibile
Al sorteggio, l’Italia è stata inserita nel girone D, con Cechia, Cina e gli Stati Uniti. Il gruppo, pur non essendo tra i più difficili, richiede una preparazione attenta e una strategia ben definita. La squadra, attualmente al 14° posto del ranking mondiale Fiba, sa di poter scrivere nuove pagine brillanti con questa quinta partecipazione mondiale complessiva. La sfida principale sarà la corazzata USA, che difende il quarto titolo mondiale consecutivo con un roster impressionante, ma l’esperienza delle giocatrici italiane in WNBA potrebbe essere preziosa per impostare un certo tipo di gioco, sia offensivo sia in difesa.
La squadra azzurra, con un’età media di 26,3 anni, è un collettivo rodato, in grado di elevare i pregi e sublimare i difetti in rotazioni collaudate già in campionato. Tre giocatrici su 12 provengono dalla fucina cestistica di Schio, cinque dall’altra forte realtà femminile di Venezia, e altre da Campobasso, Stati Uniti e Spagna. La leadership è affidata a giocatrici come Zandalasini e Lorela Cubaj, mentre le nuove generazioni, come Vittoria Blasigh e Matilde Villa, si integrano con la maturità di squadra.
La Cina, un’insidia fisica e tecnica
La Cina, argento stupefacente al Mondiale 2022 e attualmente quarta nel ranking, rappresenta un’insidia non trascurabile. Con giocatrici di notevole altezza, come Xu Han (205 cm) e Ziyu Zhang (223 cm), la squadra cinese può complicare i blocchi e richiedere strategie diverse. Tuttavia, nelle due amichevoli di agosto a Trento, l’Italia si è imposta in entrambi i casi, trascinata dai punti di Jasmine Keys. La partita Italia-Cina è considerata lo spartiacque del gruppo D e potrebbe essere lo spareggio per i quarti.
La squadra azzurra, con un’età media di 26,3 anni, è un collettivo rodato, in grado di elevare i pregi e sublimare i difetti in rotazioni collaudate già in campionato. Tre giocatrici su 12 provengono dalla fucina cestistica di Schio, cinque dall’altra forte realtà femminile di Venezia, e altre da Campobasso, Stati Uniti e Spagna. La leadership è affidata a giocatrici come Zandalasini e Lorela Cubaj, mentre le nuove generazioni, come Vittoria Blasigh e Matilde Villa, si integrano con la maturità di squadra. Il ritorno dopo 32 anni è un momento di orgoglio e speranza per l’Italbasket. La squadra, che ha vinto il bronzo agli Europei 2025, ha interrotto un digiuno continentale di trent’anni. La partecipazione ai Mondiali di Berlino rappresenta un’occasione per scrivere nuove pagine brillanti. Il numero 30, come gli anni di Zandalasini, è diventato un simbolo di fortuna per le cestiste azzurre.
La squadra, con un ricambio generazionale in crescita, si presenta con un’età media di 26,3 anni e una combinazione di esperienza e freschezza. La preparazione è stata intensa, con un infortunio che ha costretto Laura Spreafico a anticipare il fine carriera in azzurro. La squadra, però, si presenta con fiducia e grinta, pronta a sfidare le grandi nazionali e a scrivere una pagina importante nella storia del basket femminile italiano. Il Mondiale di Berlino è un’occasione per dimostrare il potenziale di una squadra in crescita, con un futuro promettente.
