Festivaletteratura, trent’anni di cultura e connessioni

Festivaletteratura compie 30 anni: un festival che ha trasformato Mantova in un’esperienza unica di lettura e connessioni.

Un festival letterario a Mantova con incontri, lettori e scrittori in piazza
Un festival letterario a Mantova con incontri, lettori e scrittori in piazza

Festivaletteratura compie 30 anni e, nonostante la richiesta di evitare celebrazioni, il festival non può non celebrare il suo traguardo. NATO da un’idea di un gruppo di professionisti dell’arte e della scrittura, il festival ha trasformato Mantova in un’esperienza culturale unica, dove settembre evoca solo una cosa: il festival. Dopo trent’anni, il festival è diventato un arcipelago di lettori, scrittori, volontari, editori, scienziati e artisti, con un impatto profondo sulle vite di chi lo vive. La sua storia è raccontata da chi lo ha fondato, tra cui Carla Bernini, Marzia Corraini e Simonetta Bitasi, che hanno visto crescere un’esperienza che ha cambiato il modo di leggere e di incontrare l’autore.

Trent’anni di connessioni e trasformazione

La nascita di Festivaletteratura fu ispirata da un viaggio a Hay-on-Wye, in Galles, dove il festival letterario ha una tradizione di oltre cinquant’anni. L’idea era di creare un evento che non fosse solo un palcoscenico, ma una città in cui si vive l’esperienza del libro. Marzia Corraini, una delle fondatrici, ricorda come le file immense di lettori che andavano a conoscere l’autore le impressionassero. A Mantova, allora, non accadeva. L’obiettivo era di usare la città non come un semplice sfondo, ma come contenuto, integrando la cultura e l’ambiente in un’esperienza unica. La città ha un ruolo decisivo nel festival.

Il festival ha dato vita a un modello culturale, sociale e economico replicato in diverse parti del mondo. Grazie all’intuizione di un team di professionisti, le presentazioni dei libri sono diventate eventi di massa. Autori e autrici mai sentiti prima si sono rivelati scommesse vincenti, e scrittori internazionali sono approdati in Italia, acclamati come rockstar. La continuità del festival si basa sulla cura nel preparare gli incontri, un aspetto che non è cambiato nel tempo. Carla Bernini sottolinea come la magia del festival risieda nella relazione tra scrittori, pubblico e città, un’esperienza che ha trasformato la vita di chi lo vive.

Un’indipendenza salvaguardata

Nonostante i cambiamenti, l’indipendenza del festival è rimasta intatta. Marzia Corraini ricorda come, nel tempo, senza che la gente se ne accorgesse, il festival è cambiato in modo radicale. Gli incontri autore-pubblico sono diversi, e la città ha un ruolo decisivo. Il lavoro di produzione è enorme, ma è proprio questa capacità di adattarsi al pubblico e alle intuizioni degli scrittori che ha reso il festival unico. Non c’è mai stato un direttore artistico, e questa autonomia è stata salvaguardata con fatica.

Con trent’anni di storia, Festivaletteratura non è solo un festival, ma un’esperienza che ha trasformato Mantova in un luogo speciale. Tra lettori, scrittori e volontari, il festival è diventato un’esperienza di vita, un’esperienza che non si può non vivere. E per chi lo vive, settembre evoca solo una cosa: il festival.