Teatro in scena a settembre: laboratori, festival e riflessioni su futuro e tradizione

A settembre torna il teatro con spettacoli e festival, tra innovazione e tradizione, con focus su giovani e comunità.

Un pubblico si prepara a un evento teatrale, con attori e spettatori insieme in un ambiente luminoso e accogliente
Un pubblico si prepara a un evento teatrale, con attori e spettatori insieme in un ambiente luminoso e accogliente

Settembre segna l’inizio della stagione teatrale, con un programma ricco di appuntamenti che spazia tra laboratori, festival e spettacoli di grande impatto. Dopo le vacanze estive, il teatro torna al centro della scena, con proposte che uniscono innovazione e tradizione, attenzione ai giovani e riflessione su un futuro in cui il teatro deve rinnovarsi senza perdere il suo legame con il passato. Tra le iniziative più attese, ENEIDE – Teatro della Migrazione, che si svolgerà fino al 29 settembre alla Sala Raffaello, propone un’esperienza interculturale e formativa, coinvolgendo trenta giovani performer italiani e migranti under 35 in un laboratorio di 45 giorni. Il regista Matteo Tarasco spiega che il teatro non è solo spettacolo, ma anche formazione, incontro e costruzione di una comunità.

Un teatro che parla ai giovani

Il teatro, spiega Tarasco, deve saper trasmettere emozioni e idee, accompagnando il pubblico in un mondo che va oltre la fantasia. In un’epoca dominata dagli schermi e dalla fruizione veloce, il teatro possiede qualcosa che nessuna tecnologia può riprodurre: la presenza viva di attori e spettatori nello stesso luogo e nello stesso momento. Un silenzio, uno sguardo, un errore accadono una sola volta. Per questo il teatro non deve necessariamente diventare più veloce per conquistare l’attenzione, ma può restituire allo spettatore il tempo dell’ascolto, della riflessione e dell’immaginazione.

Un’esperienza sbagliata può allontanare per sempre un giovane spettatore. Per questo è importante far avvicinare i ragazzi al teatro partendo dalle scuole, con lezioni e spettacoli scelti con attenzione. Il pubblico deve essere trattato con rispetto, e gli attori dovrebbero essere scelti non in base alla loro popolarità, ma per la loro capacità di trasmettere emozioni e connessioni. Il teatro insegna qualcosa di rarissimo: la concentrazione. Obbliga al silenzio, al buio, a spegnere il cellulare ed ascoltare.

Festival e grandi produzioni

Il percorso prosegue con Visioni di Roma, il festival di teatro, musica e poesia diretto da Pino Strabioli, in programma al Teatro de’ Servi dal 9 al 20 settembre. Ad aprire la rassegna sarà Stasera Fo, per celebrare il centenario della nascita del maestro, con Paola Minaccioni, Iaia Forte, Ariele Vincenti, Manuela Zero e Simone Avincola. Un omaggio alla satira, alla libertà creativa e al teatro civile, raccontato attraverso materiali d’archivio, filmati e letture. Settembre porta con sé anche il desiderio di tornare a teatro, ma l’autunno romano promette anche appuntamenti di grande spettacolarità. Tra questi spicca Il Principe d’Egitto – Il Musical, atteso al Teatro Brancaccio dal 29 ottobre, dopo la Prima assoluta nazionale al Teatro Rossetti di Trieste, dove ha conquistato il pubblico sin dalla prima scena. Un problema che riguarda anche le grandi produzioni internazionali, come Il Principe d’Egitto. Ma dietro le grandi produzioni rimangono problemi strutturali che il settore non può più ignorare.

Il produttore del colossal Massimo Fregnani spiega che abbiamo una rete di teatri troppo vecchia, che rende difficile produrre con standard qualitativi adeguati e sostenere costi importanti. La mancanza di maestranze preparate, aggravata dal Covid, e la difficoltà di confrontarsi con il mercato internazionale e con la concorrenza del web e della televisione sono alcuni dei fattori che mettono in discussione la sostenibilità del settore. Eppure i nostri creativi restano tra i migliori al mondo, anche se, troppo spesso, sono costretti a lavorare all’estero.

  • ENEIDE – Teatro della Migrazione, fino al 29 settembre
  • Il Principe d’Egitto – Il Musical, dal 29 ottobre
  • Visioni di Roma, dal 9 al 20 settembre

Nonostante le sfide, il teatro resta intatto nella sua capacità di emozionare e di creare un rapporto unico con il pubblico. A sottolinearlo è Benedicta Boccoli, attrice che da gennaio sarà protagonista di Fiori di Cactus con Gianfranco Iannuzzo al Teatro Manzoni. “Il teatro è l’arte più antica del mondo ed, oggi, paradossalmente, una delle forme più rivoluzionarie e moderne”, spiega Boccoli, sottolineando l’importanza di far conoscere il teatro soprattutto ai giovani.