Ovoclinic in crisi: embrioni bloccati e sogni di maternità in stand-by per centinaia di famiglie
Ovoclinic, leader spagnolo della PMA, si trova in grave crisi con embrioni sequestrati e sogni di maternità bloccati per centinaia di famiglie.

Centinaia di famiglie italiane si trovano in una situazione di stallo dopo che la clinica spagnola Ovoclinic, leader nel settore della procreazione medicalmente assistita (PMA), ha subito una serie di chiusure e irregolarità sanitarie. La decisione di spostarsi in Spagna per affrontare il percorso di fecondazione assistita ha portato a un investimento di oltre 20mila euro, ma i sogni di maternità sono rimasti bloccati a causa di problemi legati ai gameti, ai contratti e al mancato accesso ai servizi. Claudia e suo marito, una coppia italiana, hanno scelto Ovoclinic a Madrid per un programma di Garanzia di Gravidanza e Nascita, ma dopo la nascita del loro primo figlio, hanno scoperto che la clinica aveva problemi di gestione e comunicazione, che si sono aggravati nel tempo.
La scelta di spostarsi in Spagna
La decisione di lasciare l’Italia per la Spagna è nata da un insieme di motivazioni: tempi di attesa troppo lunghi nel sistema sanitario pubblico, la mancanza di gameti disponibili e la necessità di un trattamento più rapido. «Avevo 38 anni al tempo e, dovendo fare l’ovodonazione, i tempi di attesa rischiavano di essere molto lunghi nel pubblico, perché i gameti in arrivo dall’estero sono pochissimi», spiega Claudia. La scelta di Ovoclinic è stata motivata anche dai prezzi più competitivi rispetto ad altre cliniche, con un programma che prevedeva tentativi illimitati per 24 mesi e un rimborso del 100% in caso di fallimento. «Questo centro offriva prezzi molto aggressivi rispetto alle altre cliniche», racconta.
Il crollo di Ovoclinic e i problemi con i gameti
La situazione si è complicata quando, anni dopo la nascita del primo figlio, la coppia ha deciso di provare a trasferire l’ultimo embrione rimasto vitrificato per cercare una seconda gravidanza. «Riprendo contatti con la clinica e comincio a vedere che non rispondono molto ai messaggi», racconta Claudia. I problemi si sono aggravati quando la sede di Madrid è stata chiusa per gravi irregolarità nei laboratori, con sigilli apposti dalla Sanità e un blocco totale delle attività di donazione. «La procura sta indagando su possibili irregolarità e scarsa trasparenza nella tracciabilità dei gameti», chiarisce Claudia. I pazienti hanno notato discrepanze nei codici SEC e SIRAH, necessari per garantire la tracciabilità dei gameti.
La chiusura di Ovoclinic ha avuto conseguenze devastanti per centinaia di famiglie, molte delle quali italiane. «Le casistiche di coppie coinvolte sono numerose», spiega Claudia. Alcune coppie dispongono di un embrione residuo rimasto in deposito ma con un contratto ormai terminato, altre vedono congelati i propri embrioni a metà percorso senza poter procedere al transfer, e altre hanno saldato l’intera somma poco prima delle chiusure senza mai riuscire ad avviare il trattamento. Le famiglie sono costrette a pagare le rate mensili di finanziamenti bancari sottoscritti per trattamenti di fatto svaniti nel nulla.
La reazione di Ovoclinic Madrid ha avuto un tono rassicurante, ma le risposte sono state elusivo e non hanno risolto i problemi. «La direzione della sede di Ovoclinic Madrid ha reagito inviando una comunicazione ufficiale ai propri pazienti, definendo le misure adottate dalla Comunità di Madrid come «un’azione senza precedenti, irragionevole e indiscriminata»», spiega Claudia. La clinica ha anche tentato di rassicurare le coppie affermando che «tutti gli embrioni criopreservati sono debitamente protetti e in condizioni perfette» sotto rigorosi sistemi di sicurezza e monitoraggio 24 ore su 24.
La chiusura della sede di Siviglia ha ulteriormente aggravato la situazione. Nonostante la dirigenza l’abbia giustificata con presunti motivi legati alla compravendita dell’immobile ospedaliero Victoria Eugenia, i quotidiani locali spagnoli rivelano l’esistenza di notifiche di pignoramento inoltrate dalla Seguridad Social (la previdenza sociale) per imposte non versate. Una situazione che ha spinto l’associazione di consumatori FACUA a intervenire pubblicamente per tutelare i pazienti, ricordando che gli utenti hanno pieno diritto al completo rimborso delle cifre e alla sospensione immediata dei finanziamenti bancari sottoscritti per i trattamenti non eseguiti o interrotti a metà.
Le famiglie coinvolte si trovano in una situazione di forte incertezza. «La mia dottoressa – spiega Claudia a Open -, adesso lavora in un’altra clinica. Mi ha detto: «Sono molto contenta che tu abbia avuto il bambino prima». Lei sarebbe pronta ad accoglierci lì, ma il problema è che il nostro embrione è bloccato. Lo potremo avere solo quando l’avvocato avrà modo
