Prezzo benzina, allarme su raddoppio del greggio: Tabarelli critica tassa sugli extraprofitti

Prezzo benzina in aumento, allarme su raddoppio del greggio. Tabarelli critica tassa sugli extraprofitti come distrazione.

Presidente Tabarelli parla di prezzo benzina e tassa sugli extraprofitti, raffinerie e dipendenza dal Golfo Persico
Presidente Tabarelli parla di prezzo benzina e tassa sugli extraprofitti, raffinerie e dipendenza dal Golfo Persico

A sei mesi dalla crisi di Hormuz, i prezzi della benzina non hanno subito un’esplosione, nonostante la tensione geopolitica. Davide Tabarelli, presidente di NE-Nomisma Energia, spiega che la stabilità dei prezzi si deve a una combinazione di fattori, tra cui le scorte, la riduzione della domanda in Asia e l’uscita di petrolio nascosto da diversi canali. Tuttavia, l’esperto avverte che la tregua potrebbe finire presto, con un aumento del greggio che potrebbe raddoppiare, portando i prezzi della benzina a salire fino a 2,8 euro al litro. La domanda, secondo Tabarelli, non è sufficiente a spiegare l’equilibrio attuale, e la mancanza di capacità di raffinazione e di greggio locale potrebbe far scattare un’accelerazione nei prezzi.

La tassa sugli extraprofitti: un’arma di distrazione

Tabarelli ha definito la tassa sugli extraprofitti come «un’arma di distrazione di massa». Secondo lui, questa misura non affronta la vera causa degli alti prezzi, che risiede nella mancanza di investimenti in raffinerie e nella dipendenza dal Golfo Persico. Quelli che hanno osteggiato le raffinerie sono gli stessi che chiedono la tassa sugli extraprofitti. L’esperto ritiene che i profitti delle società energetiche siano fondamentali per mantenere in vita le raffinerie, altrimenti chiuderanno. «Invece quei profitti vanno investiti per mantenere in vita le raffinerie, che altrimenti chiuderanno», ha aggiunto.

Le raffinerie italiane: un patrimonio in pericolo

Italia, ha ricordato Tabarelli, possiede il giacimento di petrolio più grande su terra in Europa. Tuttavia, negli ultimi anni, ha dismesso una decina di raffinerie, riducendo la capacità produttiva nazionale. «Non è questione di mesi, ma di anni» per sostituire il 20% del petrolio importato dal Golfo Persico, ha spiegato. L’esperto ha anche criticato la politica ambientalista che ha ostacolato gli investimenti in passato, sottolineando che la soluzione non sta nel ridurre la domanda, ma nell’aumentare l’offerta. Se uno fa investimenti aumenta la capacità produttiva, quindi l’offerta cresce e si riducono i prezzi.

La tassa sugli extraprofitti, secondo Tabarelli, non solo distrae le masse, ma rappresenta una forma di doppia tassazione. «Strano pagare due volte le tasse», ha detto, riferendosi a un precedente italiano come la Robin Hood Tax, introdotta nel 2008 e dichiarata incostituzionale nel 2015. L’esperto ha anche sottolineato che la tassazione sull’energia è una delle maggiori voci di entrata per lo Stato, e ridurre le tasse con le accise è una politica regressiva. «Spendiamo più di quello che incassiamo, quindi ridurre le tasse è qualcosa di sbagliato», ha affermato.

Tabarelli ha inoltre criticato la politica europea che chiede alle raffinerie di decarbonizzare, ma non investe in innovazione e rinnovamento. «Le raffinerie europee e italiane sono vecchie, hanno bisogno di investimenti miliardari per fare ricerca e innovazione», ha spiegato. L’esperto ha sottolineato che il futuro dei trasporti e della mobilità in Europa richiederà ancora energia di origine petrolifera, e che la regolazione eccessiva potrebbe danneggiare il mercato. Se non faccio investimenti, continuo a dipendere dal Golfo Persico.

Per i prossimi dodici mesi, Tabarelli ha indicato come priorità la produzione nazionale di gas e petrolio. «È un oltraggio che le poche riserve italiane non vengano sfruttate», ha detto. L’esperto ha anche ricordato il centenario dell’Agip, fondata da Enrico Mattei nel 1953, e ha sottolineato l’importanza del patrimonio scientifico e tecnologico italiano. Non è nostalgia, è il contrario: quel capitale di conoscenze geologiche, fisiche, nucleari va usato adesso.