Danni permanenti della guerra: l’Ucraina si prepara a un lungo periodo di cura
L’Ucraina affronta conseguenze durature della guerra: amputazioni, psicologia e assistenza sanitaria.

L’Ucraina si trova a fare i conti con i danni permanenti della guerra, che vanno ben al di là dei combattimenti e delle perdite immediate. Il caso Superhumans, una rete di centri specializzati nella cura delle conseguenze gravi del conflitto, mostra come amputazioni, danni psicologici, riabilitazione e reinserimento sociale stanno trasformando il sistema sanitario e il welfare del Paese. Questi effetti non si esauriranno con la fine delle ostilità, ma continueranno a richiedere cure, assistenza e risorse per decenni. La guerra ha prodotto necessità che non si esauriscono con l’emergenza.
Un sistema sanitario in evoluzione
Superhumans, nato nel 2022, ha visto crescere la sua rete in tre anni, con tre centri aperti e oltre 3.500 pazienti assistiti. Il numero di protesi supera le 3.600, mentre i casi di intervento chirurgico si attesta intorno ai 3.000. La rete si espande anche a Kyiv, dove è in costruzione il National War Trauma Hospital, un ospedale specializzato nei traumi di guerra. Questi centri non si limitano alle protesi, ma offrono anche fisioterapia, assistenza psicologica e programmi di reinserimento sociale. La domanda sanitaria non si rinnova: si accumula, con nuovi pazienti che arrivano mentre chi è già stato curato necessita di assistenza per anni.
La spesa per protesi e dispositivi assistivi è cresciuta in modo significativo. Nel 2024 lo Stato ha destinato circa 97 milioni di euro, con un aumento a 155 milioni per il 2026. Questi fondi coprono non solo le protesi, ma anche carrozzine, ortesi e altri ausili. La normativa ucraina prevede cicli di utilizzo differenti, con un massimale per protesi di arto superiore che supera gli 83 mila euro. La manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni sono già garantite, ma il costo totale rimane elevato.
La guerra ha reso necessario un sistema sanitario stabile, che non si limita alle emergenze, ma diventa parte integrante del welfare ucraino.
Un problema che non si risolve con la pace
Le conseguenze della guerra non si esauriscono con la fine delle ostilità. Circa 133 mila chilometri quadrati di territorio ucraino richiedono verifiche per la presenza di mine e residuati esplosivi. Questi ordigni restano una minaccia anche dopo la cessazione delle ostilità. L’Oms ha rilevato che le fonti disponibili indicano oltre 100 mila amputazioni dall’inizio dell’invasione russa. Non significa altrettante persone amputate, ma la dimensione del fenomeno è già sufficiente a mettere sotto pressione il sistema. La Banca Mondiale ha rilevato che quasi il 47% dei veterani non è riuscito a tornare al lavoro svolto prima della guerra. Questo impatto va oltre la sanità: coinvolge il mercato del lavoro, la formazione e il sostegno psicologico. L’Oms segnala che solo il 4% degli ospedali ucraini offre riabilitazione ospedaliera, e il 3% dispone di tecnologie assistive. Queste carenze rendono necessario un’espansione della capacità protesica e del follow-up. Superhumans, con il suo modello integrato, rappresenta una risposta a questa sfida, ma la domanda cresce ogni giorno.
La ricostruzione dell’Ucraina non riguarderà soltanto case, infrastrutture e centrali elettriche. Una parte dei danni prodotti dal conflitto non potrà essere ricostruita.
Il caso Superhumans rende visibile questa trasformazione: nato nell’emergenza, è diventato una rete che partecipa alla costruzione di un nuovo ospedale nazionale. Una parte di una generazione giovane è stata uccisa, ferita o mutilata. Chi è sopravvissuto resta vittima della guerra, non una voce di costo. È il conflitto ad avere prodotto necessità che continueranno a richiedere cure, riabilitazione, assistenza e risorse.
