OpenAI presenta Astra, il modello AI che supera la soglia ‘Critical’ in cybersicurezza

OpenAI presenta Astra, il modello AI che supera la soglia ‘Critical’ in cybersicurezza, con capacità avanzate e rischi elevati.

Modello AI di OpenAI Astra supera la soglia 'Critical' in cybersicurezza, con capacità avanzate e rischi elevati
Modello AI di OpenAI Astra supera la soglia ‘Critical’ in cybersicurezza, con capacità avanzate e rischi elevati

Un nuovo livello di capacità in cybersicurezza

OpenAI ha annunciato che il suo nuovo modello di intelligenza artificiale, Astra, ha raggiunto capacità nel campo della cybersicurezza che la stessa società considera di livello “Critical”, il gradino più alto previsto dal suo sistema di valutazione dei rischi. Questa classificazione, che fa parte del Preparedness Framework, indica che Astra è in grado di individuare e sviluppare autonomamente exploit funzionanti per vulnerabilità zero-day in sistemi reali protetti, o di concepire ed eseguire strategie di attacco informatico end-to-end partendo soltanto da un obiettivo generale. È la prima volta che OpenAI assegna questa classificazione a uno dei suoi modelli. Astra ha superato la soglia ‘Critical’ grazie a una combinazione di capacità offensive e difensive.

Capacità superiore a GPT-5.6 Sol

Durante i test, Astra ha mostrato capacità nettamente superiori a GPT-5.6 Sol, soprattutto nel rilevamento e nell’utilizzo di due vulnerabilità zero-day all’interno di una catena di exploit. La società ha realizzato un benchmark interno basato su 20 vulnerabilità ad alta gravità rese pubbliche tra giugno e agosto 2026, per ridurre il rischio che i risultati fossero influenzati da dati già presenti nell’addestramento. In questa prova, Astra ha ottenuto un punteggio del 100% su ExploitBench, un benchmark utilizzato per misurare la capacità di sviluppare exploit a partire da vulnerabilità note. In altre valutazioni condotte da esperti, il modello è riuscito a scoprire vulnerabilità sconosciute in un browser protetto e a combinarle in una catena di attacco capace di uscire dalla sandbox ed eseguire comandi sul sistema host.

OpenAI ha anche testato le capacità di Astra in sistemi operativi sottoposti a misure di sicurezza rafforzate, dove il modello ha concatenato più falle fino a ottenere un’escalation dei privilegi, passando da un normale utente all’accesso root. Questi risultati segnalano un notevole avanzamento nel campo della cybersicurezza. Astra rappresenta quindi un doppio salto: nelle capacità offensive e difensive dell’intelligenza artificiale e nei sistemi necessari per cercare di controllarle. La società ha riconosciuto i rischi associati a un modello così avanzato e ha spiegato di aver rafforzato sia l’addestramento sia i sistemi di monitoraggio. Nei test sui tentativi di aggirare le protezioni cyber, Astra ha rifiutato il 91,5% delle richieste vietate, contro il 59% di GPT-5.6 Sol.

Il lancio di Astra arriva inoltre dopo l’incidente informatico che ha coinvolto Hugging Face. Astra non era coinvolto nell’incidente, ma OpenAI ha spiegato di aver utilizzato l’esperienza per migliorare le misure di sicurezza del nuovo modello e di aver rallentato parte del suo sviluppo mentre venivano testate nuove protezioni. La società individua due rischi principali: il primo è che attori malevoli possano utilizzare Astra per individuare falle sconosciute e costruire attacchi contro sistemi protetti. Il secondo riguarda la possibilità che un modello con capacità così avanzate compia azioni non autorizzate o non allineate, anche in assenza di un utente intenzionato a provocare danni.

Astra dovrebbe essere reso disponibile “presto”, ma le sue capacità cyber più avanzate saranno inizialmente accessibili soltanto a un gruppo ristretto di utenti. Il lancio sarà accompagnato da sistemi di sicurezza più severi, e le funzionalità cyber più potenti saranno riservate a un piccolo gruppo di tester e successivamente rese disponibili attraverso Daybreak Blue, il programma della società dedicato agli utilizzi difensivi della cybersicurezza. OpenAI avverte che alcune attività potrebbero essere rallentate, messe in pausa o bloccate se i sistemi di controllo le interpretassero come potenzialmente pericolose. In ChatGPT o Codex potrà essere richiesto all’utente di verificare un’azione prima di continuare, mentre attraverso le API il task potrà essere interrotto.

Il modello rappresenta un passo significativo verso un controllo più rigoroso delle capacità dell’IA. OpenAI sostiene che il modello sia pronto per il rilascio, ma riconosce che l’arrivo di sistemi sempre più autonomi renderà progressivamente più delicato il confine tra ciò che un’IA può fare e ciò che deve essere autorizzata a fare.