ChatGPT sotto la sorveglianza UE, obblighi nuovi per OpenAI e maggiore trasparenza
ChatGPT classificato come VLOSE, obblighi di trasparenza e controlli per OpenAI sotto il DSA

ChatGPT, il modello di intelligenza artificiale di OpenAI, è entrato nel novero dei servizi digitali sottoposti a controlli rafforzati da parte della Commissione europea. La decisione, annunciata il 31 agosto, ha classificato il servizio come “Very Large Online Search Engine” (VLOSE) in base al Digital Services Act (DSA), dopo che ha superato la soglia di 45 milioni di utenti mensili nell’Unione europea. Questo significa che OpenAI dovrà adeguarsi entro la fine di novembre 2026 agli obblighi aggiuntivi previsti per i grandi servizi digitali, con controlli più stringenti su rischi sistemici, tutela dei minori, trasparenza e funzionamento dei sistemi algoritmici.
Obblighi e controlli per OpenAI
Il DSA impone a tutti i servizi classificati come VLOP (Very Large Online Platform) o VLOSE di identificare e ridurre i rischi sistemici almeno una volta l’anno. OpenAI, come altri operatori, dovrà sottoporsi a audit indipendenti annuali e pubblicare documentazione sulle valutazioni effettuate e sulle misure adottate. In caso di violazione accertata, le sanzioni possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo globale del fornitore. La Commissione europea, che ha diretta supervisione su OpenAI, può richiedere informazioni, avviare indagini, imporre modifiche e adottare provvedimenti temporanei quando riterrà esistere un rischio grave per gli utenti.
Trasparenza e tutela dei minori
Un aspetto chiave del DSA è la maggiore trasparenza sul funzionamento dei sistemi di raccomandazione e sulle decisioni di moderazione. Per i servizi che utilizzano sistemi di raccomandazione, la normativa impone la disponibilità di almeno un’opzione non basata sulla profilazione dell’utente, quando applicabile alla struttura del servizio. Inoltre, la tutela dei minori è una priorità: i servizi devono analizzare i rischi che possono riguardare bambini e adolescenti e valutare se design, interfacce e sistemi automatizzati possano esporli a contenuti dannosi o compromettere il loro benessere.
Per gli utenti, non è previsto un blocco o una modifica immediata nell’utilizzo di ChatGPT. Tuttavia, i controlli europei potranno portare a interventi da parte di OpenAI per rispettare le prescrizioni. La Commissione cita anche i possibili effetti sulla salute fisica e mentale degli utenti, sottolineando l’importanza di un uso responsabile e controllato della tecnologia. La classificazione di ChatGPT estende quindi anche ai sistemi di intelligenza artificiale generativa una parte del modello di controllo già applicato dall’UE ai maggiori servizi digitali utilizzati in Europa.
Un passo verso il controllo globale
La decisione di Bruxelles segna un passo importante verso un controllo più rigoroso dei servizi digitali di grandi dimensioni, non solo in Europa ma a livello globale. Il DSA rappresenta un tentativo di regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale e dei dati, garantendo diritti fondamentali e proteggendo i cittadini da rischi potenzialmente gravi. La classificazione di ChatGPT non implica un procedimento sanzionatorio immediato, ma apre la porta a un monitoraggio costante e a possibili interventi futuri. La normativa, inoltre, mira a garantire una maggiore equità e responsabilità nel settore tecnologico, con un focus su trasparenza, sicurezza e tutela dei diritti degli utenti.
