L’AI ha sostituito il lavoro umano su piattaforme come Mechanical Turk

L’AI ha ridotto il lavoro umano su piattaforme di crowdsourcing, con un calo del 80% in alcuni settori.

Lavoratori freelance su piattaforme di crowdsourcing confrontati con l'automazione dell'AI
Lavoratori freelance su piattaforme di crowdsourcing confrontati con l’automazione dell’AI

Le intelligenze artificiali stanno trasformando radicalmente il mercato del lavoro freelance, con un impatto significativo su piattaforme come Mechanical Turk, Fiverr e Upwork. Secondo uno studio pubblicato all’inizio del mese, il 80% dei lavori precedentemente svolti da freelance su queste piattaforme è stato sostituito da sistemi di AI, un dato che segna un cambiamento profondo nel modo in cui vengono gestiti i compiti di etichettatura, traduzione e scrittura. L’automazione ha reso possibili operazioni che prima richiedevano ore di lavoro umano, ora completate in pochi secondi. Questo fenomeno ha avuto un effetto globale, coinvolgendo anche il mercato italiano, e ha modificato il rapporto tra committenti e lavoratori, riducendo le possibilità di contrattazione e aumentando la concorrenza.

La nascita di Mechanical Turk e il suo ruolo nel crowdsourcing

Nel 2005, Amazon lanciò Mechanical Turk, un servizio che permetteva alle aziende di esternalizzare compiti semplici a lavoratori occasionali. L’idea era di creare una forma di intelligenza artificiale artificiale, un sistema che replicasse il lavoro umano attraverso l’uso di persone. Il servizio si sviluppò rapidamente, diventando uno dei primi esempi di crowdsourcing, un modello in cui piccoli compiti vengono distribuiti a un gran numero di utenti. Tuttavia, con l’espansione delle intelligenze artificiali, il ruolo di questi lavoratori è stato progressivamente ridotto. Secondo uno studio del 2023, già a pochi mesi dal lancio di ChatGPT, il 33-46% dei lavoratori di Mechanical Turk utilizzava le AI per svolgere i compiti, un dato che è salito al 80% nel mese successivo.

Un cambiamento che ha ridotto le opportunità per i freelance

La diffusione delle AI ha reso obsoleti molti dei compiti che un tempo richiedevano lavoro umano, soprattutto in settori come la scrittura e la traduzione. Secondo una ricerca del 2024, gli annunci per questi tipi di lavoro sono calati notevolmente, mentre la complessità dei compiti rimanenti è aumentata. I freelance, spesso costretti ad accettare i prezzi proposti dai clienti, trovano sempre meno spazio nel mercato. Inoltre, l’uso di software come gli “autobidder” ha reso il processo di selezione dei lavoratori ancora più competitivo e al ribasso, riducendo la sostenibilità del lavoro per molti. Valerio Celletti, consulente che ha lavorato su Upwork, ha descritto questa situazione come un “enshitification”, un processo con cui i servizi online peggiorano gradualmente l’esperienza degli utenti.

La crisi ha colpito anche le aziende che gestiscono queste piattaforme. A febbraio 2025, Fiverr ha lanciato Fiverr Go, una piattaforma che permette ai freelance di utilizzare l’AI per rispondere ai clienti e gestire mansioni ripetitive. Il CEO, Micha Kaufman, ha inviato una mail ai dipendenti in cui ha scritto: «L’AI sta venendo a rubarvi il lavoro». L’azienda ha poi licenziato 250 dipendenti, il 30% del totale, per ridurre le spese e adattarsi alle nuove tecnologie. Questo processo ha reso evidente come l’automazione non riguardi solo i lavoratori, ma anche i datori di lavoro, costringendoli a modificare le loro strategie e struttura organizzativa.

Nonostante la crisi, la funzione di Mechanical Turk rimane simile a quella iniziale: trovare persone che etichettino dati per gli algoritmi di Amazon e di altre aziende. La differenza è che oggi quei dati vengono utilizzati per l’addestramento di sistemi di AI, grazie a servizi come Amazon SageMaker Ground Truth. Questo significa che i lavoratori non sostituiscono le AI, ma diventano parte del loro addestramento, un ruolo che potrebbe evolvere nel tempo. La transizione verso un modello più automatizzato non è solo un fenomeno tecnologico, ma un cambiamento profondo nel modo in cui si concepisce il lavoro e la sua distribuzione nel mercato globale.