Un’auto su cinque in Europa è elettrica, i cinesi stanno prendendo quota
In Europa, un’auto su cinque è elettrica, mentre i marchi cinesi registrano un forte incremento di immatricolazioni.

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Un’auto su cinque venduta in Europa è elettrica, segno di una transizione in atto verso il settore delle energie rinnovabili. Dopo un anno di difficoltà, il Vecchio Continente sembra aver accelerato il passo verso la decarbonizzazione dei trasporti, un settore responsabile del 31% delle emissioni di gas serra dell’Unione europea. Secondo i dati Acea, nel primo semestre del 2026 il mercato automobilistico europeo ha registrato un aumento del 5,7%, con un ruolo predominante delle elettriche, che rappresentano il 20,7% del totale delle immatricolazioni. La crescita delle elettriche è particolarmente evidente nei grandi mercati, come Italia, Francia e Germania, dove le immatricolazioni sono aumentate rispettivamente del 75,7%, del 55,4% e del 40,9%.La transizione non sta premiando tutti i costruttori nello stesso modo.
Le ibride tradizionali restano la tecnologia più venduta
Se le elettriche stanno prendendo quota, le ibride tradizionali mantengono una posizione solida nel mercato. Nel primo semestre del 2026, le ibride plug-in hanno registrato un aumento del 84,3% in Italia, mentre le ibride tradizionali rappresentano il 37,3% del mercato, con 2.198.148 immatricolazioni. Il diesel, invece, continua a perdere terreno, con una riduzione del 16,5% rispetto al 2025, portando la sua quota di mercato al 7,5%. Il motore a benzina, inoltre, ha visto una riduzione del 17,2%, con la sua quota scendere dal 28,4% al 22,2%. La somma delle motorizzazioni tradizionali ha perso oltre otto punti di quota in un anno.
I cinesi conquistano quote di mercato
Se i grandi gruppi europei come Volkswagen mantengono la leadership, i marchi cinesi stanno registrando un’espansione esponenziale. Nei primi quattro mesi del 2026, Byd ha aumentato le proprie immatricolazioni nell’UE del 152,9%, superando quota 71.800 vetture. Chery, che vende in Europa attraverso i marchi Omoda, Jaecoo e Jetour, ha visto un incremento del 267,1%, con oltre 48.300 vetture immatricolate. Leapmotor, che utilizza una joint venture con Stellantis per la distribuzione europea, ha registrato un aumento del 558,8%, superando quota 28.700 unità. Saic, proprietaria del marchio MG, ha invece aumentato le immatricolazioni del 10,4%, superando le 77.000 vetture. Complessivamente, i marchi cinesi rappresentano il 6% del mercato automobilistico UE, quasi il doppio rispetto al 3,2% dello stesso periodo del 2025.
La crescita dei marchi cinesi non si limita al mercato europeo: a maggio, i cinque principali produttori cinesi hanno venduto più auto dei rivali giapponesi a livello globale. Questo segnale di potenza non solo conferma la strategia di espansione dei cinesi, ma anche la loro capacità di adattarsi ai mercati esteri. La transizione non sta premiando tutti i costruttori nello stesso modo.
Da gennaio 2027, infatti, cambieranno le regole sulle colonnine di ricarica. Il 1° gennaio 2027 entreranno in vigore alcune novità previste dal regolamento europeo Afir, che riguardano innanzitutto le colonnine. I punti di ricarica pubblici da almeno 50 kW situati lungo grandi assi di trasporto o in «parcheggi sicuri» dovranno permettere il pagamento attraverso un lettore di carte o un dispositivo contactless. Questo significa che, per molte colonnine, non sarà più necessario avere un’app, registrarsi preventivamente o stipulare un contratto con il gestore anche per una semplice ricarica occasionale. La semplificazione dei processi di ricarica potrebbe rendere la guida di un’auto elettrica ancora più accessibile e conveniente.
