UE, infrastruttura di ricarica stradale con hub ogni 60 km

L’UE punta a una rete di ricarica stradale con hub ogni 60 km per auto elettriche, con potenze crescenti fino a 600 kW entro 2027.

Infrastruttura di ricarica stradale con hub ogni 60 km, auto elettriche, rete TEN-T, UE, decarbonizzazione
Infrastruttura di ricarica stradale con hub ogni 60 km, auto elettriche, rete TEN-T, UE, decarbonizzazione

L’Unione europea ha adottato un regolamento che mira a garantire una rete di ricarica stradale con hub ogni 60 km lungo le principali strade, con potenze crescenti fino a 600 kW entro il 2027. L’obiettivo è rendere più prevedibile l’utilizzo delle auto elettriche su lunghe percorrenze, riducendo il rischio di trovare tratti senza infrastrutture. L’iniziativa, parte del progetto AFIR (Accelerating the Deployment of Fast Charging Infrastructure), si concentra sulla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), che collega città, porti e aeroporti. La norma non impone una colonnina ogni 60 km su qualsiasi strada, ma solo lungo i grandi assi di trasporto.

Obiettivi di potenza e copertura

Il regolamento prevede che, entro il 2025, lungo la rete centrale TEN-T, ogni direzione di marcia dovrà disporre di hub con almeno 400 kW di potenza complessiva e un punto di ricarica da 150 kW. Entro il 2027, l’obiettivo salirà a 600 kW complessivi, con almeno due punti da 150 kW. La copertura si estende progressivamente fino al 2030 e al 2035, quando aumenteranno anche le potenze richieste. La rete si estende anche alla più vasta rete globale TEN-T, con l’obiettivo di coprire almeno il 50% della sua lunghezza entro la fine del 2027.

Impatto sul mercato e sull’esperienza del cliente

La normativa ha conseguenze significative per il mercato dell’auto elettrica. L’Europa cerca di sincronizzare la crescita delle vetture a batteria con lo sviluppo dell’infrastruttura, evitando che la mancanza di colonnine freni la diffusione delle BEV. Per gli operatori della ricarica, l’AFIR implica nuovi investimenti in stazioni ad alta potenza, connessioni alla rete elettrica e sistemi di pagamento. La disponibilità di centinaia di kW in una singola area richiede capacità della rete, trasformatori e infrastrutture che vanno oltre la semplice installazione della colonnina. Il regolamento punta anche a semplificare l’esperienza del cliente. La normativa europea prevede modalità di pagamento facilmente accessibili, comprese soluzioni con carte o sistemi contactless, riducendo la dipendenza da applicazioni e abbonamenti specifici. Questo aspetto è cruciale per rendere la ricarica stradale più accessibile e conveniente per i viaggiatori. La strategia include anche l’idrogeno, porti e aeroporti, inserendo la ricarica stradale in un progetto più ampio di decarbonizzazione dei trasporti europei.

La sfida dell’attuazione

Il vero banco di prova resta l’attuazione concreta nei singoli Paesi e la capacità di realizzare gli hub rispettando potenze, distanze e tempi previsti. La norma non impone una colonnina ogni 60 km su qualsiasi strada europea, ma solo lungo i grandi assi di trasporto. Per i mezzi pesanti elettrici, sono previste infrastrutture molto più potenti: entro il 2030, sulla rete centrale TEN-T, gli hub dovranno trovarsi a non più di 60 km l’uno dall’altro e offrire almeno 3.600 kW complessivi, con almeno due punti da 350 kW.

La norma, che si basa sul Regolamento UE 2023/1804, rappresenta un passo importante verso una mobilità sostenibile. Tuttavia, il successo dipenderà dall’effettiva collaborazione tra Stati membri, operatori e costruttori, nonché dall’adeguamento delle reti elettriche e dei sistemi di pagamento. L’obiettivo finale è creare una rete omogenea e accessibile, che permetta a tutti i cittadini dell’UE di viaggiare in modo più sostenibile e prevedibile.